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Venerdì, 14 Giugno 2024
Il libro su Baglioni

Ivan Fedele: "Baglioni merita di essere tramandato alle future generazioni per sua la profonda umanità"

L'attore e autore napoletano parla di Le canzoni di Claudio Baglioni spiegate a mia figlia, un caso letterario in cui si raccontato in modo semplice i brani del famoso musicista ormai diventati autentici cult

Ci sono canzoni che sono passate da generazione in generazione, accompagnandole nei momenti topici della loro esistenza. Quelle di Claudio Baglioni, rientrano tra queste. Da circa 50 anni è sulla breccia restando un evergreen. Ogni concerto è un evento che fa il pienone. E' stato anche il primo musicista pop ad aprire la stagione lirica del Teatro dell'Opera di Roma. Lo sfondo delle Terme di Caracalla con i 12 concerti dove si sono festeggiati anche i suoi 70 anni sono anche diventati un docufilm 'Tutti su! Buon compleanno Claudio' lanciato nelle sale cinematografiche proprio nel giorno del suo.

Elegante e riservato, Claudio Baglioni ha fatto parlare poco di sé, perché come i veri artisti, ha fatto parlare la sua musica. Forse anche per questo è diventato un mito per tanti. Tra loro c'è Ivan Fedele, attore e autore napoletano, tra i protagonisti di molte stagioni del programma televisivo “Made in Sud” nel duo “Ivan e Cristiano”.

Fedele è un fan della prima ora di Baglioni. Conosce tutto su di lui e sulla sua musica. E' un baglioniano nel DNA e il 16 maggio, giorno del compleanno del cantante romano, in cui è stato anche nei cinema il film evento, è uscito nelle librerie “Le canzoni di Claudio Baglioni spiegate a mia figlia”, volume scritto dallo stesso Fedele edito da Read[A]ction editore di Michele Caccamo.

Il libro ha la volontà di spiegare i testi di tutti i brani del cantautore capitolino dal 1967 ai giorni nostri, dalla (apparente) semplicità dei brani dei primi anni '70 alla criptica complessità di “Oltre” e degli album più contemporanei. Già primo in classifica nelle vendite digitali, il volume raccoglie le analisi dei testi sono sviluppate senza tecnicismi, ma utilizzando un linguaggio semplice, accessibile a tutti,

Ivan Fedele ha già all'attivo cinque libri come scrittore con quest'opera enciclopedica di 427 pagine racconta in ordine cronologico più di 300 canzoni di Baglioni. Non solo ne spiega il significato ma ne rivela gli aneddoti e tutto ciò che è legato a ogni singolo brano.

“Un Baglioni per tutti, insomma. O un Bignami dell'intero canzoniere baglioniano” spiega che con questo libro sta riscuotendo successo “Già dal titolo, Le canzoni di Claudio Baglioni spiegate a mia figlia, vogliamo garantire che si tratti di qualcosa di semplice e di ampiamente divulgativo. Non solo per questo, ma anche perché, un giorno, mia figlia, bimba che oggi ha 3 anni, possa leggere di questo incredibile artista, il quale senza volerlo fece incontrare i suoi genitori”.

Intervista a Ivan Fedele

Fedele, partiamo da una curiosità. Il libro è diventato un caso letterario. Sai se qualcuno l'ha segnalato a Baglioni?

“Mi riprometto di mandarglielo io stesso. Non per la pretesa che lo legga, ma piuttosto per ringraziarlo. Per come la sua musica ha educato i nostri sentimenti, la nostra cultura, la nostra sensibilità. Per come ci ha fatti diventare più umani. E per tutte le storie, gli amori, le amicizie che ha creato. Un annetto fa mi scrisse l’editore Michele Caccamo. Aveva letto qualche mia analisi di brani di Claudio Baglioni su Facebook e pensava fosse giusto raccoglierle in un libro. L’idea mi piacque molto, a patto di scrivere un’opera semplice, senza tecnicismi, senza velleità di analisi linguistiche o semantiche. E mi misi al lavoro. Concordammo di rimanere sotto le 200 pagine. Alla fine gli consegnai un lavoro di 500 pagine, poi ridotte a 427, ma una storia musicale così lunga meritava un’abbondanza di pagine.”

 Ma come si fa a spiegare, trovando una chiave di lettura universale, canzoni come quelle di Baglioni che in un modo o nell’altro accompagna gli stati d’animo di tutti noi assumendo un valore e un significato diverso?

“Anche se il libro utilizza un lessico semplice non vuol dire che dietro non ci sia uno studio. Sono stati studiati i versi, recuperate fonti (spiegazioni dell’autore, interviste, altri libri. Diceva il mio professore di letteratura all’università “Attenetevi ai versi, interpretateli senza inventare”. E così ho fatto. In realtà l’interpretazione dei testi baglioniani la facevamo negli anni ’90 e inizio 2000 (prima dell’avvento di Facebook) con gli amici del news group it.fan.musica.baglioni e della mailing list Reginella. Quindi dopo tanti anni sono arrivato abbastanza preparato alla scrittura di questo libro.”

Qual è il segreto di Baglioni che merita di essere raccontato anche alle generazioni future?

“Il segreto di Baglioni che merita di essere raccontato e tramandato alle future generazioni è la profonda umanità dei suoi brani. Pensa allo sguardo carico di pietas di “Uomini persi” o il profondo umanesimo de “La vita è adesso” o il flusso di coscienza del disco “Oltre”. E’ una profondità, una ricchezza che merita di essere portata con noi in quel tempo di vita che chiamiamo futuro.”

Oltre a spiegare i testi delle canzoni, in 400 pagine dai anche notizie e curiosità, svelando anche quale retroscena. Un vero e proprio vademecum attorno all’universo di Baglioni…

“La narrazione procede tramite un doppio binario: quello musicale e quello biografico. Si raccontano, canzone per canzone (circa 350), 56 anni di musica. Ma nello stesso tempo si racconta la vita di uno straordinario artista. Di ogni brano c’è la spiegazione, ma anche molte curiosità. Per esempio lo sapevate che “Mille giorni di te e di me” inizialmente si intitolava “Anni sessanta” e doveva essere destinata a Barbra Streisand? O che “E tu” era “Dudù” perché le musiche di quel disco erano state scritte per il musical “L’isola di Dudù Malot”, poi mai più fatto?”

 Non ti chiedo la canzone preferita ma con quale canzone hai scoperto Baglioni e hai iniziato ad amarlo, a scoprirlo?

“La prima canzone che ascoltai di Baglioni fu ‘Nanna nanna nanna ninna’, me la cantava mia zia Rosanna, era uscita da poche settimane. Poi a 4 anni, al ristorante, la radio mandò in onda ‘Sabato pomeriggio’ e rimasi traumatizzato dall’incipit ‘Passerotto non andare via’ perché per me il passerotto era l’organo maschile ed ero atterrito, dopo aver sentito queste parole, che potesse… andar via. Poi nel 1980 a Napoli ci fu in terremoto e per due anni vissi in una scuola, insieme ad altre due famiglie. In una c’era un mio cugino più grande che aveva ‘Strada facendo’ e altri album di Baglioni. Lì mi innamorai seriamente della sua musica.”

Cosa potresti rivelarci di brani come E Tu come stai?  e, ovviamente, il classico dei classici di Baglioni, Questo Piccolo Grande Amore?

“Brani anni settanta come Questo piccolo grande amore o E tu come stai? hanno un testo molto semplice e comprensibile. Si possono, semmai, raccontare curiosità come quella del 3 marzo del 1972, quando un giovane Claudio si presentò a casa della fidanzata Paola a Monteverde e per il suo compleanno le regalò un mazzo di fiorellini bianchi e una ‘cosa’ (così la definì minimizzando) che aveva scritto. La ‘cosa’ era Questo piccolo grande amore che tredici anni dopo verrà proclamata La canzone del secolo.”

Dato il successo, potresti replicare con un altro musicista che come Baglioni ha a suo modo rivoluzionato il panorama musicale restando per circa 50 anni sulla breccia? Ed eventualmente chi spiegheresti a tua figlia?

“Dici che è un format replicabile per altri artisti? In realtà è dedicato a mia figlia anche perché lei è nata il 16 maggio come Claudio Baglioni. Ad ogni modo, laddove una casa editrice venisse a bussare alla mia porta per chiedermi su quali cantanti sono abbastanza preparato da analizzarne l'opera omnia risponderei: Vasco Rossi, Luca Carboni, Ivano Fossati, Lucio Dalla, Zucchero, Elio e le storie tese, Niccolò Fabi, Samuele Bersani e Carmen Consoli.

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