Enzo Avitabile: "La musica resta sempre nel cuore delle persone di ogni età"

Intervista al compositore e cantautore napoletano vincitore anche quest’anno dei Nastri d’Argento

“Sperimenteremo trok trek particolari per accogliere il 2020. Cosa ne pensi, ti piace?” dice scherzando Enzo Avitabile alla fine dell’intervista. Con la sua musica lui ha sempre amato sperimentare come dimostra, restando in tema, il progetto che porta avanti con i Bottari e che ha proposto da Fiorello nell’innovativo Viva Raiplay qualche settimana fa. A lui piace parlare solo il tanto che basta, il resto lo lascia all’arte per comunicare la visione che ha sulle cose che si traduce nel suo essere musicista e in tutto ciò che fa che restituiscono il suo modo di essere. Sacro Sud-Anime Salve 2.0 il festival che dalla produzione discografica del 2006 di “Sacro Sud” che abbraccia la musica sacra popolare durante le feste natalizie guida come direttore artistico gli somiglia molto portando in sette chiese della città artisti provenienti tutto il mondo.

Fino al 6 gennaio organizzato da Black Tarantella e dall’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli la rassegna fa entrare in gioco, oltre alla musica, anche l’arte, la danza e la poesia, che sono gli aspetti su cui si fonda Sacro Sud.
La ricerca di un suono inedito, non solamente originale ma essenziale ha sempre contraddistinto il suo stile non comune dove Enzo Avitabile ha sempre cercato il giusto equilibrio cercando di amalgamarsi anche quando ha scritto le colonne sonore per Indivisibili e Il Vizio della Speranza, entrambi di Edoardo De Angelis che gli hanno fruttato David di Donatello e Nastri d’Argento.

D: Enzo, l’incontro con le altre arti è basilare nella sua carriera mi verrebbe da dire che è energia per la sua ispirazione come le incursioni nel teatro e quelle felici nel cinema dove la sua musica è premiata…
R: “Oltre a Pippo Del Bono con cui ho lavorato per alcuni suoi spettacoli e per me è un genio dei nostri tempi, un’altra mia fonte di ispirazione è Carmelo Bene. Bisogna entrare in una logica di significati demolendo le sovrastrutture che portano avanti un’egemonia nel pensiero e nelle arti. L’arte è libertà, non ha alcun limite. Sicuramente ci sono dei segni che contraddistinguono ma speculare troppo con la parola e il pensiero rispetto a quello che è la grandezza della musica e dell’arte in genere che va oltre il parlare rischia di speculare e di cadere nella retorica. Non occorre dire troppo nell’arte. Come diceva Carmelo Bene non bisogna capire troppo quando c’è di mezzo l’arte”.

D: Quando ha ascoltato l’adattamento di Don Salvatò di Ivan Granatino che effetto le ha fatto?
R: “Solo piacere, felicità e commozione. Per me Ivan è un fratellino e credo che questo omaggio che abbia fatto vada oltre e vaga più di tante parole”.

D: Quando si parla di musica e di Napoli lei è diventata ormai un’icona come dimostra anche il suo ritratto alla stazione di Scampia…
R: Devo dirti la verità prima della stazione di Scampia, io sono stato felice del murales che mi hanno fatto nel mio quartiere a Marianella qualche anno fa quando vinto i premi cinematografici per Indivisibili. Poi sono stato molto onorato quando quest’anno hanno realizzato un alto murales ai Colli Aminei luogo dove ho vissuto. Sono murale realizzati dal popolo Certo, la gigantografia realizzata da un artista per la Stazione di Scampia è stata un’altra dimostrazione di affetto che mi ha fatto contento”.

D: Cosa la colpisce di Sacro Sud che la incoraggia a dirigere questa rassegna?
R: “Il fatto che sia un festival di musiche del mondo. Gli artisti che partecipano vengono dal Marocco, Madagascar, Pakistan, Iran, India, USA. Ci sono delle misture nella musica di queste culture quindi è una sorta di concerto di Napoli con il resto del mondo. Poi c’è l’altro aspetto relativo alla musica sacra. Alla fine tutta la musica dovrebbe essere sacra. Il Comune di Napoli ha voluto fortemente questo evento e BlackTarantella l’ha prodotto così come l’avevo in mente. Un altro aspetto fondamentale sono le chiese sia quelle del centro storico che quelle della periferia. Ci saranno concerti sorprendenti come quello di domenica a cui tengo molto come quello di Uto Ughi e Bruno Canino che si esibiranno domenica 22 alla Basilica di San Domenico Maggiore in un concerto per violino e pianoforte di grande fascino. Poi ci sono i Gospel del 27 dicembre con CHARLESTON GOSPEL SINGERS nella Chiesa di Santa Teresa del Bambino Gesù. Il 6 gennaio si chiude con il mio concerto VESUVIUS ASCENSION con ASHRAF SHARIF KHAN, FURIO DI CASTRI, TONY ESPOSITO e GIANLUIGI DI FENZA alla Chiesa di Santa Maria Donnaregina Nuova che sarà un concerto strumentale che si muove tra Napoli e i suoni del mondo. Sarà speciale ma al tempo stesso senza definizione”.

D: Per chi ancora non ha assistito qual è l’atmosfera che si respira?
R: Essendo concerti a ingresso libero in cui può scegliere di vedere tutti i concerti. Questo rende tutto più tranquillo e rilassato”.

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D: Dato il significato con cui si è partiti con la rassegna il primo pensiero va ai più giovani che si stanno formando.   Soprattutto a loro cosa spera che resti?
R: “La musica non ha età, resta sempre nel cuore delle persone a prescindere dall’età”.
 

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