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Edmondo Peluso, la storia del giornalista napoletano fucilato in Siberia

La vicenda del giornalista partenopeo ucciso a Krasnojarsk nel 1942

Il 12 febbraio 1882 nacque a Napoli il giornalista Edmondo Peluso.

Fin da giovane Peluso iniziò a viaggiare in giro per il mondo, visitando molti paesi. Prima membro del Partito Socialista Italiana, aderì al Pci nel 1921. 

Nel 1927 si trasferì definitivamente nell'allora Unione Sovietica, dove insegnò italiano e storia del movimento operaio presso l'Istituto del marxismo-leninismo e, successivamente, presso l'Università per i lavoratori "Stalin".

Peluso fu arrestato per la prima volta dall'NKVD il 26 aprile 1938. Internato in carcere, venne duramente e lungamente interrogato e torturato fino ad essere costretto a confessare di aver svolto attività controrivoluzionarie e di spionaggio. Ripresosi, ritrattò la confessione e si proclamò innocente.

Sottoposto a processo, il 14 maggio 1940 fu condannato a cinque anni di confino, senza detenzione. Nuovamente arrestato, il 31 gennaio 1942 Peluso fu condannato a morte e fucilato il 6 marzo, all'età di 60 anni, a Krasnojarsk in Siberia. Nel 1956 ottenne la riabilitazione.

A Napoli c'è anche una strada intitolata ad Edmondo Peluso, nel quartiere Ponticelli.

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