Geppi Cucciari: “Perfetta è uno spettacolo scritto da un uomo che mi conosce molto bene”

Incontro con l’attrice e conduttrice sarda per l’unica data napoletana dell’ultimo monologo di Mattia Torre scritto per lei, dove la Cucciari è in una veste quasi inedita per dar voce all’empowerment femminile

(Geppi Cucciari in scena)

Geppi Cucciari è instancabile. Conduttrice tra Tv e radio, scrittrice e adesso anche a teatro. Dopo la parentesi di Capodanno in cui ha fatto da host nello show televisivo di Roberto Bolle Danza con Me, la Cucciari riprende la sua tournée portando in giro per l’Italia “Perfetta”, monologo scritto da Mattia Torre che lunedì 27 gennaio sarà al Teatro Diana di Napoli. La vis narrativa di Torre,  geniale sceneggiatore e co-autore di Boris scomparso il 19 luglio scorso, torna al cinema con “Figli” il film che narra le peripezie tragicomiche di Valerio Mastandrea e Paola Cortellesi, genitori alle prese con due bimbi, e in teatro Cucciari con “Perfetta”.

Il monologo “Perfetta” è cucito addosso a Geppi Cucciari, per raccontare le quattro fasi del ciclo femminile analizzando i martedì di quattro settimane differenti di una venditrice di automobili, giornate identiche nei ritmi ma diverse nella percezione: a causa delle variazioni delle quattro fasi del ciclo, cambiano gli stati d’animo, le reazioni, le emozioni e gli umori della protagonista alle prese con le responsabilità di moglie e madre. Chi si aspetta uno spettacolo completamente comico resterà spiazzato: ci sarà il piglio ironico della Cucciari ma in Perfetta si va a fondo per affrontare con sfumature anche più malinconiche e drammatiche un argomento per certi versi tabù di cui gli uomini sanno pochissimo e di cui persino molte donne non sono così consapevoli. Concetti scritti e messi in scena con delicatezza, a dimostrazione di quanto sia stata sensibile e lungimirante la penna di Mattia Torre.

D: Geppi, ‘Perfetta’ è un racconto divertito ma molto empatico che affonda le radici sulla realtà. Quando l’ha letto la prima volta cosa ha pensato da farle dire “Lo faccio”?
G.C.: “Il percorso che mi ha condotto sul palco con questo spettacolo è all’opposto. Mattia e io abbiamo scelto di lavorare insieme: io ho scelto lui e lui me. Mattia ha scelto di che cosa parlare e in che modo e io mi sono totalmente affidata a lui e non ho mai avuto un dubbio. Credo di aver aggiunto qualcosa in fase di allestimento dello spettacolo, ma fondamentalmente questo è un testo concepito, voluto e scritto da Mattia per me, per l’amica che sono stata per lui (faccio ancora fatica ad usare il passato). Si tratta di uno spettacolo scritto da un uomo che mi conosce. Che mi conosce molto bene”.

In genere si ironizza e, qualche volta, in modo anche scontato sulle fasi del ciclo femminile. La forza di ‘Perfetta’ sta proprio nello smantellare completamente luoghi comuni analizzando a fondo la nostra altalena emotiva.
"Il ciclo e tutto ciò che a esso è collegato diventa uno strumento di consapevolezza, un pretesto. Con un linguaggio ironico si affermano delle verità, senza voler fare un trattato. E anche se in scena ogni martedì la protagonista sembra una donna diversa, questo non vuol dire che noi donne siamo delle psicolabili in balia degli ormoni, alla base c’è sempre il nostro carattere, l’equilibrio e la nostra personalità”.

Altro elemento basilare è che Perfetta parla davvero a tutti. Gli uomini che l’hanno visto che reazione hanno avuto?
“È uno spettacolo che desidera parlare a tutti. Non si vogliono impartire lezioni a nessuno e poi le donne stanno con gli uomini, sono mogli, compagne, madri: loro le conoscono. Una delle cose che mi dicono più spesso gli uomini dopo lo spettacolo è ‘ho capito delle cose di mia moglie’. Credo fosse uno dei desideri di Mattia: un empatico riconoscersi”.

Lei tutti i giorni è in radio con Un Giorno da Pecora. Da voi tanti ospiti. Una persona che vorrebbe che venisse nel programma?
“Una caratteristica del nostro programma è far passare un giorno da pecora chi in realtà è in una situazione professionale con un qualche genere di potere, di visibilità o di condivisione positiva. In quel programma vorrei tutti, da Berlusconi a Conte, da Renzi a D’Alema e tutti quelli che sono stati eletti: quello è fondamentale. Noi vogliamo chi la gente ha scelto per noi”.

Lei fa e ha fatto tante cose interessanti in tv, ma, dopo ‘G Day’, ‘Rai Pipol’ è un altro programma che è sembrato molto ‘suo’. Ritornerà? O sta lavorando su altro?
“È ricominciato Per un pugno di libri, giunto al settimo anno, al cui termine, ritornerò con Rai Pipol su Rai 3 il giovedì in seconda serata. Lei ha ragione, è molto “mio” e sono felicissima di rifarlo. E ovviamente continuerò con la radio tutti i giorni con Giorgio Lauro”.

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