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Il Cristo ritrovato al Museo Diocesano fino a gennaio 2010

Nell'ambito della mostra "Michelangelo a Napoli. Il Cristo ritrovato" sarà in esposizione, fino a gennaio 2010 al Museo Diocesano il Crocifisso ligneo della basilica di Santo Spirito a Firenze, opera giovanile di Michelangelo

Al Museo Diocesano di Napoli è esposto il Crocifisso ligneo della basilica di Santo Spirito a Firenze, opera giovanile di Michelangelo. L'opera del maestro è accanto a un'altra crocifissione, recentemente attribuita al Buonarroti, nell'ambito della mostra "Michelangelo a Napoli. Il Cristo ritrovato".

Dopo una lunga trattativa che ha visto protagonisti l'arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe, Palazzo Vecchio, i Padri agostiniani di Santo Spirito e il ministero per i Beni culturali, per la prima volta le due statue vengono esposte insieme. La mostra è stata inaugurata ieri alla presenza, tra gli altri, del vicesindaco di Firenze Dario Nardella, del cardinale Sepe, del priore di Santo Spirito padre Giuseppe Pagano. "

Il vicesindaco Nardella ha spiegato in una nota diffusa dal Comune di Firenze: “Alla fine abbiamo dato il nostro consenso a questo 'prestito'. Le nostre iniziali perplessità erano dovute principalmente al fatto che Firenze avrebbe dovuto separarsi dall'opera per un periodo molto lungo: la richiesta era infatti per quattro mesi, da settembre a gennaio, e avevamo già stabilito di mandare il Cristo alla Venaria Reale di Torino per un'altra mostra, prevista da marzo a luglio 2010. In questo senso, avevamo fatto nostre anche le preoccupazioni dei padri agostiniani di Santo Spirito, dove è custodito il Cristo. Poi la riduzione del periodo del prestito, il consenso dei Padri e le rassicurazioni del ministero hanno fugato i nostri dubbi".

Il Cristo di Santo Spirito resterà a Napoli fino al termine della mostra, previsto per la fine di gennaio, poi sarà trasportato a Torino per l'esposizione "Il corpo e il volto di Cristo". La vicenda del Cristo di Santo Spirito cominciò nel 1962, quando la studiosa Magrit Lisner scoprì l'opera, fino ad allora anonimamente custodita sulla porta del refettorio del Convento di Santo Spirito, complesso che dal 1868 è proprietà del Comune di Firenze. Dopo un primo restauro, nel '64 il Cristo venne esposto a Roma e poi a Firenze nella Casa Buonarroti, dove e' rimasto per oltre 15 anni. Dopo un secondo intervento, il Cristo nel 2000 è tornato in Santo Spirito, nella Cappella Barbadori della sacrestia di Giuliano da Sangallo.
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