Mercoledì, 17 Luglio 2024
Cultura

Domus Ars, Piero Viti in concerto: la “Chitarra a Napoli tra Settecento e Ottocento”

Nuovo appuntamento nell’ambito della XXXVIII Stagione Concertistica dell’Associazione Domenico Scarlatti

Domenica 12 settembre 2021, alle ore 20,30, presso la Domus Ars di Napoli, si terrà il concerto del chitarrista Piero Viti dedicato alla “Chitarra a Napoli tra Settecento e Ottocento”, nell’ambito della XXXVIII Stagione Concertistica dell’Associazione Domenico Scarlatti. Protagonista della serata sarà una splendida chitarra Gennaro Fabricatore del 1826 appartenente alla collezione privata del noto liutaio di violini Vincenzo Anastasio, affidata in uso dal proprietario a Piero Viti. Gennaro Fabbricatore insieme al padre Giovanni Battista Fabbricatore, appartenne ad una famiglia di liutai napoletani tra i più apprezzati in tutta Europa tra la metà del Settecento e i primi decenni dell’Ottocento, i cui strumenti, che segnarono anche la definitiva evoluzione dell’antica chitarra a cinque corde doppie (di derivazione barocca) alla chitarra “moderna” a sei corde semplici, furono suonati dai maggiori chitarristi dell’epoca.

Il programma del concerto vedrà pagine di chitarristi legati alla coeva Scuola Napoletana sette-ottocentesca, tra cui quelle di alcuni celebri maestri che utilizzarono come proprio strumento una chitarra Gennaro Fabricatore. Tra essi Ferdinando Carulli (1770-1841), uno dei maggiori innovatori della chitarra, la cui opera didattica ancora oggi fa parte dei percorsi di studio dello strumento. Non sappiamo se Carulli, prima della sua partenza per Parigi avvenuta nel 1809, dove fu consacrato come uno dei maggiori musicisti sulla scene della capitale francese, nel periodo giovanile in cui visse ed operò a Napoli utilizzasse una chitarra Fabricatore. Certamente, però, il suo stile compositivo risentì particolarmente della lezione della Scuola Musicale Napoletana e la riproposizione di sue musiche su uno strumento del celebre liutaio partenopeo è perfettamente in linea con le peculiari caratteristiche espressive di questo strumento.  

Altro autore in programma, Niccolò Paganini, che, oltre ad essere stato uno dei maggiori violinisti della storia musicale, ha dedicato una considerevole fetta della sua opera compositiva alla chitarra, lasciando per lo strumento – che praticava con grande maestria solo in privato e mai in concerti pubblici – un gran numero di composizioni cameristiche e pagine solistiche, di grande portata innovatrice sia dal punto di vista tecnico, che musicale. Di Paganini sappiamo per certo che adoperò anche lui una chitarra di Gennaro Fabricatore, oggi conservata nel Museo di Genova. Il celebre violinista ebbe, inoltre, un particolare legame con la città di Napoli, ove risiedette numerose volte tra il 1816 al 1823. Proprio a Napoli, intorno al 1820, scrisse la sua celebre raccolta di Ghiribizzi per chitarra, dedicati ad una fanciulla napoletana sua allieva.

Completa il programma un’opera di un altro grande maestro dell’Ottocento chitarristico, anche lui legato agli strumenti di Fabricatore che adoperò nell’arco della sua carriera, il compositore–chitarrista Mauro Giuliani. Giuliani, nato nel 1781 in Puglia a Bisceglie, riscosse per lunghi anni successi come concertista di chitarra e compositore a Vienna, ove risiedette tra il 1806 ed il 1819, godendo della stima delle maggiori personalità musicali dell’epoca, come Beethoven, Diabelli, Hummel, Moscheles, Mayseder. Tornato in Italia dopo una parentesi romana, dove fu in contatto con Rossini, si trasferì definitivamente a Napoli. Dove giunse nel 1823. Qui Giuliani trascorse gli ultimi anni della sua vita, tenendo acclamati concerti, spesso in duo con la figlia Emilia, lasciando nella sua produzione le sue ultime opere, comprendenti alcuni cicli di variazioni ispirati a celebri canzoni popolari partenopee, tra cui le Variazioni su “È nato miezo mare” Op. 143 in programma nel concerto.  
Piero Viti, napoletano, è uno dei più apprezzati e versatili chitarristi sulla scena italiana. Docente di chitarra nel Conservatorio “N. Sala” di Benevento, acclamato da pubblico e critica, tiene concerti nelle maggiori sedi musicali internazionali. Da anni si dedica alla riscoperta e valorizzazione del repertorio della Scuola Napoletana Settecentesca e, in particolar modo, della figura di Ferdinando Carulli, con pubblicazioni musicologiche, revisioni di opere inedite dell’autore e incisioni discografiche.

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