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L'intervista / San Ferdinando / Piazzetta Duca D'Aosta, 263

Claudio Mattone: “Sono sempre più attaccato a Napoli. Presto ritorneremo con C’era una volta Scugnizzi”

Il celebre maestro sarà questa sera all’Augusteo con Per Napoli e il Napoli, evento benefico dove presenta in modo insolito la canzone Napule mia dedicata alla città e alla vittoria dello scudetto. I ricavati della serata andranno a all'Orchestra Sinfonica dei Quartieri Spagnoli

“Lo sa come chiudo la canzone Napule Mia? ‘Tengo una malattia che nun si sana. Io so' napulitano...Io so’ napulitano.’ Ecco, questa è la mia malattia. E’ una malattia naturalmente piacevole, gioiosa. Sono felice di averla però è un po' una malattia che ho. Il mio massimo interesse è per Napoli e i napoletani” ci dice il celeberrimo musicista Claudio Mattone che, proprio pensando a Napoli e alla recente vittoria dello scudetto della squadra guidata da Luciano Spalletti di cui lui è super tifoso, ha scritto questo brano quasi di getto.

Proprio per presentare Napule Mia, questa sera al Teatro Augusteo c’è Per Napoli e il Napoli, evento di beneficenza in cui riunirà tutte le compagnie di "C'era una volta… Scugnizzi" per registrare la canzone, insieme a chiunque vorrà prendere parte a un grande coro.

Musica e sport mettono insieme le persone. Due discipline che uniscono azzerando estrazione sociale, colori politici. Napule mia con l’iniziativa a cui è legata è l’emblema dove si aggiunge un altro valore formare ed educare i ragazzi alla musica. Infatti, i ricavati della serata saranno donati all'Orchestra Sinfonica dei Quartieri Spagnoli, che Claudio Mattone ha visto nascere molti anni fa ed è dedicata ai ragazzi e alla musica e che per Mattone è unita alla stessa idea che ispirò C'era una volta… Scugnizzi, il famosissimo musical di cui lui è autore.

Il Maestro Mattone ha una carriera lunghissima alle spalle con tanti successi come Ancora e Il Clarinetto e, per i pochi che non lo sapessero, della colonna sonora di Così Parlò Bellavista.

Ha una risata contagiosa come tutti gli uomini simpatici e perbene, non c’è da meravigliarsi che abbia avuto sodalizi con personaggi come Renzo Arbore e Luciano De Crescenzo. Come chi non ha più nulla da dimostrare ma che però vuole sempre rinnovarsi e trovare nuovi stimoli questa sera per presentare Napule Mia si lancia nell’esperimento di registrare la canzone in teatro coinvolgendo gli spettatori anche quelli non proprio intonatissimi: “Non aspettatevi uno spettacolo, sarà una serata diversa, insolita, una riunione familiare che ci farà sentire più vicini cantando insieme il nostro amore per la nostra città e la nostra squadra” afferma Claudio Mattone.

Intervista a Claudio Mattone

M.° Mattone , dopo che è nata la canzone Napule Mia. Quando ha preso corpo l’idea di mettere insieme i cast delle edizioni di C’era una volta scugnizzi? E Chi vedremo domani?

“Ho invitato tutti quindi sono sicuro che tutti quelli che possono venire verranno. Certamente ci sarà Salda Vinci che tra l'altro ha cantato in un modo strepitoso veramente. E’ un artista straordinario. Successivamente, è subentrata tutta la compagnia. Quando abbiamo registrato, è stato un grande momento ritrovarsi dopo tanti anni. Sono diventati ormai padri, madri di famiglia e all'epoca erano tutti ragazzini. Insomma, è stato un grande momento. L'idea è nata con la canzone perché sentivo il bisogno che fosse corale. Cantata così, è un modo per sentirsi vicini, un modo per manifestare la nostra gioia per questo momento felice di Napoli. La prima cosa che mi è venuta in mente a quel punto è convocare tutte le compagnie delle passate edizioni di C’era una vota...Scugnizzi” perché son tutti bravi. E poi anche per per la questione affettiva, proprio per rivederli tutti.”

Inoltre, registrare in sala con il pubblico presente invitandolo a prendere parte al coro per lei è un esperimento.

“Mi è piaciuto questo esperimento nuovo, diciamo, inedito di registrare con un pubblico in sala un pubblico che sarà di amici vecchi e nuovi. Chiunque voglia venire basta che sia un pò intonato è gradito. Ho detto che chi è stonato magari canta zitto, zitto così non non guasta. L'intonazione di Napule Mia è semplice, si dovrebbe imparare facilmente. Però, essendo un esperimento, che Dio me la mandi buona. Gestire un coro di mille persone, senza sapere se sono cantati o meno, è una bella scommessa. Spero che vada bene via. Vediamo che succede stasera.”

E’ anche un momento di aggregazione. Musica e sport mettono insieme le persone. In fondo, dovrebbe essere anche questo il loro obiettivo.

“Assolutamente sì! Si tratta proprio di questo. Avevo bisogno di aggregazione. Non vivendo a Napoli, l'idea di ritrovare tanti amici che non vedo da tanti anni, tante persone con le quali ho dei rapporti da lontano sarà emozionante per me. Già lo prevedo.”

Ha visto tre scudetti vinti dal Napoli. Ognuno sarà legato un’emozione diversa. Quale dei tre lei ricorda con maggiore affetto?

“Sono stati tutti legati a momenti di gioia. Quando una città ha la soddisfazione di portare a casa un trofeo di questa importanza e la gioia è forte per tutti e anche per me lo è stata. Quest'ultimo, devo dire, un po' di più, Non lo so, sarà perché più tempo passa e più l'appartenenza alla città la sento forte. Più sono attaccato alla città, più divento tifoso. Il prossimo scudetto sarò ancora più tifoso. Anzi, le dico la verità , sono al settimo cielo per questo scudetto. Me lo sto godendo proprio tutto, poi non fa niente che ogni tanto ci sta qualche piccola incertezza ,qualche partita che non va come dovrebbe andare, ma pazienza. Ormai la cosa è superata. Se vogliamo ci sta i ragazzi saranno pure sfiniti hanno fatto fino adesso un campionato pazzesco. Veramente degno di applausi”.

In C’era una volta Scugnizzi si sono alternati tanti ragazzi, alcuni di loro sono diventate anche delle celebrità. Proprio pensando ai ragazzi il ricavato della serata sarà donato all’Orchestra Sinfonica dei Quartieri Spagnoli che lei ha visto nascere…

“Sì, è un'iniziativa fantastica meravigliosa del mio amico Enzo De Paola. In fondo, nasce dalla stessa idea di C’era una volta...Scugnizzi, quindi, diciamo che n’è un po' figlia, perché nel musical raccontavo di un ex galeotto che diventa prete e cerca di conquistare i ragazzi attraverso la musica. E, in fondo è l'Orchestra dei Quartieri Spagnoli che cosa fa? Dà ai ragazzi dei quartieri questa possibilità di entrare a contatto con la musica, di studiarla, di sognare. Insomma, c'è molta affinità tra le due cose. Quindi, mi è sembrato quasi scritto dal destino che ci fosse quest’unione”

Iniziative del genere sono essenziali. Si stanno affacciando varie realtà così…

“Meno male, meno male! Io sogno sempre una città che migliori in tutti i settori e se anche questo sta succedendo mi fa piacere. Mi dà orgoglio vedere la città che risorge in un modo così pulito”.

Cosa però di ancora più prodigioso i ragazzi che formano l’Orchestra dei Quartieri Spagnoli?

“Il primo vero contatto che ho con loro è proprio questa sera. Sono ansioso di conoscerli questi ragazzi, che naturalmente verranno tutti. Sono ansioso di sentire le loro esperienze, evidentemente son ragazzi che si appassionano alla musica, altrimenti non resterebbero nell'orchestra sinfonica. Potrò rispondere meglio dopo averli conosciuti.”

Tentato di scrivere un musical che descriva la Napoli di oggi ? O di scrivere anche la colonna sonora di un film che la racconti in questo momento storico dove c’è anche tanto fermento?

“Certo che ce l'ho e anche su vari fronti, perché sto scrivendo uno spettacolo, sto scrivendo un manuale di scrittura napoletana. Insomma, Napoli mi prende da tanti punti. Sicuramente ci sarà anche un ritorno di Scugnizzi ci sarà. L'avremmo fatto già qualche anno fa, poi è scoppiato il Covid e quindi ci siamo dovuti fermare perché il rischio era troppo alto con una compagnia così numerosa di ragazzi. Cose in pentola ce ne sono quindi qualcosa di bello o, perlomeno, mi auguro che arriverà dove Napoli in qualche modo è sempre un po' il perno, anche perché è la mia passione.”

Dopo la registrazione di questa sera di Napule mia, ci sarà una distribuzione sia fisica con un album che sulle piattaforme?

“Lei sa benissimo che, per molti, i dischi sono una cosa ormai d'antiquariato. Lo faremo ugualmente il disco per tenerlo come ricordo però la fruizione normale avviene attraverso le piattaforme. E’ tutta lì la musica, è tutto su visualizzazioni di qua e di là. Insomma, non c'è più il disco che circola. Lei vede qualche negozio di dischi?Bisogna prendere atto che siamo in un'epoca nuova e ci dobbiamo adeguare a quelle che sono le linee comuni”.

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