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Sant’Anna dei Lombardi, capolavoro del Vasari

La chiesa di piazza Monteoliveto ospita la Sacrestia affrescata dall'artista toscano nel Cinquecento

Passandoci davanti, la Chiesa di Sant’Anna dei Lombardi si presenta piuttosto semplice nel suo aspetto esteriore: al primo colpo d’occhio non si immaginerebbe mai che al suo interno Giorgio Vasari abbia lavorato a lungo, decorando la Sacrestia Vecchia. E invece è proprio così: la chiesa, il cui accesso è su piazza Monteoliveto, a pochi passi da piazza del Gesù, è una delle più rilevanti testimonianze del rinascimento toscano a Napoli. Fondata nel 1411, fu ampliata da Alfonso I di Napoli e ben presto divenne tra le favorite della corte aragonese. Il suo nome originario era “Santa Maria di Monteoliveto”, mentre l’attuale denominazione risale al 1801, quando vi fu spostata l'arciconfraternita dei Lombardi, all'epoca in un'altra chiesa divenuta inagibile per via del crollo del soffitto.

Nell'atrio gotico è conservata l'edicola sepolcrale di Domenico Fontana, costruita nel 1627 dai figli Sebastiano e Giulio Cesare Fontana e proveniente dalla distrutta chiesa di Sant'Anna. L'interno è a navata unica, senza transetto, senza cupola e tetto a botte coperto da un soffitto cassettonato; le cappelle sono cinque a lato, più altre tre nel presbiterio, due sul lato sinistro e una su quello destro, più un passaggio che conduce ad altri luoghi del monastero. Tra questi, a sinistra, la sacrestia Nuova, con alcune decorazioni nella volta che rimandano a quelle vasariane, e a destra la sacrestia Vecchia, o del Vasari, ex refettorio del monastero che vede la presenza nella volta di affreschi del maestro aretino con allegorie.

La fama del Vasari giunse a Napoli grazie ai tanti lavori che gli furono commissionati fra il 1542 ed il 1544 a Roma e grazie alla capacità di svolgerli molto rapidamente. In città restò solo due anni (1544-1545), ma in quel lasso di tempo ebbe varie committenze da parte del viceré don Pedro da Toledo, di ordini religiosi e di nobili. Quello fu un anno importante per tutta la cultura artistica meridionale poiché il Vasari e la sua bottega portarono nel regno di Napoli tracce del manierismo toscano che, fino a quegli anni, aveva incontrato tanto successo solo fino alla Roma papale. Gli affreschi della Chiesa di Sant’Anna dei Lombardi – il primo dei lavori commissionatigli a Napoli, anche se l’artista all’inizio aveva nutrito dubbi sulla loro fattibilità per via dell’impronta fortemente gotica dell’edificio: problema risolto poi stuccando tutte le volte del refettorio - furono eseguiti nel 1545 dal Vasari con l'aiuto di Raffaellino del Colle, il quale eseguì alcune figure su disegno del maestro aretino ed altre, relative alla parte puramente decorativa, su quello di Stefano Veltroni.

L’ex refettorio è suddiviso in tre quadranti, con affreschi allegorici dedicati all’Eternità, alla Fede e alla Religione. Durante l'esecuzione della composizione, furono eseguiti anche due trittici, uno nella controfacciata e l'altro nella parete di fondo, raffiguranti la Caduta della manna e la Cena in casa di Simone, entrambe opere dello stesso Vasari e oggi conservate rispettivamente al Museo nazionale di Capodimonte e al Museo diocesano. Tra le altre opere eseguite dal Vasari a Napoli, il Crocifisso nella chiesa di San Giovanni a Carbonara e quattro dipinti nel Duomo di Napoli. Adiacente alla chiesa, alla destra della facciata principale si sviluppa l'ex monastero di Santa Maria di Monteoliveto, soppresso nel 1799 e riadattato a uso diverso, tra cui spicca quello di aver ospitato nel 1848 il Parlamento napoletano. I chiostri di Monteoliveto erano in origine quattro, poi successivamente tutti sconnessi dall'edificio di culto. Tre di questi fanno oggi parte della caserma dei Carabinieri "Pastrengo".

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