Lunedì, 15 Luglio 2024
Cultura Chiaia / Via Carlo Poerio

A Napoli anche la comunità luterana ha il suo luogo di culto

Malvista dai Borbone, ebbe la sua chiesa in Via Carlo Poerio solo dopo l'Unità d'Italia: il suolo concesso da Garibaldi

Da piazza dei Martiri si intravede soltanto la fiancata, ma è solo inoltrandosi in via Carlo Poerio che è possibile trovarsi di fronte alla facciata della Chiesa Luterana di Napoli, che colpisce lo sguardo per il suo aspetto neogotico. Dopo una lunga attesa della comunità evangelica franco-tedesca, insediatasi in città nei primi anni venti del 1800, l’edificio fu costruito solo venti anni più tardi: il “ritardo” con cui la città ha risposto a questa richiesta è dovuto al fatto che questa comunità non fosse ben vista dai Borbone. È solo dopo l’Unità d’Italia che la situazione si sblocca, quando Giuseppe Garibaldi autorizza la comunità a costruirsi il proprio tempio (che sarà inaugurato cinque anni dopo in via Carlo Poerio) concedendo il terreno per la costruzione. Fino ad allora la sede dei culti era stata l’ambasciata di Prussia, extraterritoriale e non accessibile alla polizia borbonica (oggi è la Sinagoga di Napoli).

La chiesa, realizzata in stile neogotico, venne dunque inaugurata nel 1865, grazie alle donazioni delle numerose famiglie tedesche e svizzere residenti in città, tra cui anche la famiglia Aselmeyer. La Comunità diventa da subito molto attiva in ambito sociale: una cassa per i poveri, una per le loro esequie, una per gli orfani, una per i soldati svizzeri detenuti e anche la prima forma di ospedale evangelico, organizzato in un appartamento con servizi d’infermeria per i poveri e i marinai stranieri in scalo a Napoli. Nel Novecento, le due guerre mondiali mettono in crisi la sopravvivenza stessa della Comunità, con l’esodo di buona parte dei suoi membri e problemi anche per le proprietà immobiliari (salvate anche grazie alla collaborazione fraterna della Comunità svizzera di lingua francese).

Nel secondo dopoguerra, la Comunità contribuisce alla costituzione, nel 1948, della Chiesa Evangelica Luterana in Italia. Oggi la Comunità partenopea è composta da circa 120 membri: famiglie tedesche residenti nel capoluogo partenopeo e dintorni, coniugi – soprattutto donne che abitano sull’isola d’Ischia – che hanno sposato partner italiani, appartenenti alla vecchia Comunità svizzera di lingua francese (oggi confluita proprio in quella luterana di Napoli) e, infine, membri di nazionalità italiana di nuova adesione. Molte sono le attività culturali che ancora oggi la comunità porta avanti: quest’anno (2017) inoltre ricorre il 500esimo anniversario della Riforma avviata da Martin Lutero e in questa occasione la Comunità ha organizzato numerosi eventi.

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