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La Napoli della seta nascosta in una chiesa del centro antico

 

La seta in Campania non è esclusiva di San Leucio. A Napoli, l'attività serica è più antica, come dimostra il complesso dei Santi Filippo e Giacomo, in via San Biagio dei Librai. L'arte della seta ha le sue origini a Napoli alla fine del 1400, quando il re Ferrante d'Aragone costituì la corporazione.

La chiesa, oggi, è attiva poche ore al mattino. L'associazione Respiriamo Arte sta lavorando dal 2013 per recuperare i luoghi del complesso abbandonati da trent'anni e per ricostruire la storia serica partenopea. Giovani professionisti, tra architetti e storici dell'arte, hanno ridato luce a scavi archeologici in cui è possibile ammirare la stratificazione della città dall'epoca greca all'ottocento. 

L'associazione ha recuperato anche la sacrestia, nella quale sono stati ritrovati un prestigioso altare della corporazione della seta e un altare maggiore ligneo realizzato da Marco Antonio Tibaldi. Un pezzo unico nel suo genere per la tecnica prospettica utilizzata che lo rende il 3D del '700. 

La cripta nascondeva scolatoi e un altare sotterraneo per le giovani donne che lavorano la seta all'interno del complesso.  

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