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Foto di Chiara Di Martino

Foto di Chiara Di Martino

Via San Pasquale, la Chiesa Anglicana fu un dono di Garibaldi

Alcuni residenti inglesi lo avevano appoggiato contro i Borbone: il generale regalò anche il suolo per costruirla

È il luogo di culto della comunità anglicana di Napoli e fu un dono di Giuseppe Garibaldi, appena arrivato in città, che per la sua costruzione donò anche il suolo, di proprietà dell’esercito borbonico, che lì aveva un maneggio per cavalli. La Chiesa Anglicana di via San Pasquale raccolse i fedeli del culto non cattolico che fino a quel momento si era svolto nella legazione britannica di Palazzo Calabritto (situato in piazza della Pace, l’attuale piazza dei Martiri).

La prima pietra fu posata il 15 dicembre 1862 e l'edificio fu consacrato a Gesù dal primo vescovo anglicano di Gibilterra il 3 marzo 1865. Il generale era stato sollecitato da un gruppo di residenti inglesi e acconsentì in segno di riconoscenza per l’appoggio ricevuto nella lotta contro i Borbone dal governo britannico, durante la campagna per l’unificazione, fin dallo sbarco in Sicilia. La comunità inglese iniziò la raccolta fondi sia a Napoli sia in Gran Bretagna e potè dare inizio alla costruzione: un concorso lanciato tra architetti di entrambi i paesi si concluse con l’incarico all'inglese Thomas Smith, che aveva appena ultimato la chiesa della comunità inglese a Nizza, città natale di Garibaldi.

In stile neogotico, nel rispetto della tradizione architettonica anglosassone, presenta una facciata a salienti (termine architettonico usato per la forma di una costruzione la cui copertura presenta una successione di spioventi posti a differenti altezze) e un portico con arcate a sesto acuto. Sulla facciata si aprono un grande finestrone ogivale e due bifore laterali. All’interno, tre navate separate da pilastri che sorreggono capitelli decorati con fiori ed uccelli citati nella Bibbia. Le vetrate dell'abside poligonale riportano le figure di apostoli e profeti; nella controfacciata sono conservati i patroni d'Inghilterra, santa Margherita e san Giorgio. Sulla facciata, nel 1965 è stata posta l’epigrafe bilingue che recita: “A grata memoria di Giuseppe Garibaldi, che il 23 ottobre 1860 dette alla comunità inglese in dono nazionale lo spazio necessario per erigervi questa chiesa dedicata a N. S. Gesù Cristo”.

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