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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Cultura

"Ecce Homo" di Madrid e i suoi legami con la pittura napoletana

Le osservazioni del professore Francesco Caracciolo sul dipinto da poco ritrovato a Madrid e attribuito a Caravaggio

Nel primo articolo apparso sul giornale la Nuova Calabria il giorno 13 aprile 2021 facevo riferimento al fatto che il dipinto ricomparso presso una famosa casa d’aste madrilena agli inizi di questo mese potesse trattarsi di un quadro dipinto a Napoli da Caravaggio piuttosto che da un anonimo pittore che ne replicava lo stile.

Osservando attentamente il volto del giovane dalla bocca spalancata che sta posando il mantello rosso sulle spalle di Cristo, ho riscontrato un’ incredibile rassomiglianza con il volto del giovane San Giovanni Battista del dipinto conservato presso la Galleria Borghese di Roma:un quadro del 1610 dipinto effettivamente a Napoli al quale si può accostare, in particolar modo per le evidenti analogie stilistiche, il dipinto di Madrid che sta suscitando enorme interesse da parte dei media e dei giornali di tutto il mondo.

Le analogie dal punto di vista fisiognomico sono schiaccianti:noterete che entrambi i volti presentano la stessa forma tondeggiante e addirittura ci sono evidenti corrispondenze fra la forma dell’arcata sopraccigliare e del lobo delle orecchie sia del San Giovanni Battista che del giovane immerso nella penombra alle spalle del Cristo di Madrid. Un altro particolare da notare è sicuramente lo stesso taglio degli occhi e la medesima distanza tra bocca e naso. Infine, secondo la mia attenta analisi,la forma della bocca appare verosimilmente simile. Ovviamente per la mia attenta analisi non mi avvalgo di sofisticati strumenti scientifici per confermare pienamente questa ipotesi ma io credo che in entrambi i dipinti abbia posato lo stesso modello: a mio avviso questa potrebbe essere la prova che il dipinto raffigurante l’Ecce Homo di Madrid sia stato dipinto a Napoli. Inoltre ho riscontrato un altro dettaglio stilistico che potrebbe aiutarci a formulare una datazione più verosimile per il quadro di Madrid: mi riferisco allo stesso trattamento delle stoffe di entrambi i dipinti nei quali viene proposto lo stesso andamento delle pieghe ma ciò che mi colpisce maggiormente è lo stesso colore rosso vivo che mostra una consistenza materica ed una tridimensionalità che solamente il genio lombardo poteva riprodurre nei suoi dipinti accentuando ancor di più il carattere drammatico delle scene attraverso questo particolare trattamento delle stoffe. Credo che soltanto un accurato restauro e un’approfondita analisi diagnostica possano,in entrambi i casi, svelarci questo mistero che sta tenendo con il fiato sospeso tutta l’Italia ma non solo.

Francesco Caracciolo

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