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Mercoledì, 17 Agosto 2022
Cultura

Piero Pelù porta Napoli a Sanremo: "Nel mio brano i ragazzi di Nisida e Erri De Luca"

La canzone si chiama "Gigante", ed è dedicata principalmente al nipote dell'ex leader dei Litfiba

Anche la leggenda della musica italiana Piero Pelù sarà a Sanremo. E il suo brano, "Gigante", è dedicato tra gli altri anche ai ragazzi del carcere minorile napoletano di Nisida.

È stato lo stesso musicista a spiegarlo al Corriere della Sera in un'intervista. La canzone – sono le parole di Pelù – è dedicata "a mio nipote Rocco, tre anni, figlio di mia figlia Greta. Ma anche ai ragazzi del carcere minorile di Nisida: storie dure, infanzie negate. È scritta in un linguaggio abbastanza basico, con immagini legate al fantasy. Ma il verso 'il tuo non è un pianto / è il tuo primo canto' l’ho scritto con Erri De Luca".

"Spingi forte, esci da quel buio", inizia la canzone. Un parto, o "anche a una rinascita", racconta l'ex frontman dei Litfiba. "Con i ragazzi del minorile ho passato una settimana, a Forcella, nel centro dedicato ad Annalisa Durante, la ragazzina uccisa per strada – ha spiegato – Insieme abbiamo scritto una canzone. I primi due giorni si guardavano la punta delle scarpe, parlavano tra loro a monosillabi, in dialetto napoletano stretto, sghignazzando di me. Sono riuscito a stabilire un contatto parlando di calcio, ragazze, feste, macchine. Ho chiesto quale musica amassero. Neomelodico e reggaeton, hanno risposto. Sul neomelodico son debole, ma il reggaeton si può fare. Suonavo la batteria elettronica e cominciavo a vedere sorrisi, mani che si muovevano, piedi che battevano il ritmo. Alla fine abbiamo suonato tutti insieme. Uno ha avuto il padre ucciso, un’altra aveva ammazzato la madre. Ma tutti possono ripartire".

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