rotate-mobile
Cultura

Da Sorrentino a Mare Fuori, la storia di Biagio Manna tra sogni e tenacia

L’attore napoletano è diventato un volto iconico del cinema dopo il ruolo del contrabbandiere in E’ stata la mando di Dio. A breve lo vedremo nella terza stagione della serie fenomeno in onda su Rai2, ma oltre alla recitazione c’è un grande amore, la scrittura

Nell’ultimo anno il viso dell’attore Biagio Manna è associato a film e serie tv diventati dei cult. Chi non ricorda il contrabbandiere Armando, l’amico di Fabietto, unico gancio di evasione dal dolore e, forse in un mondo non ovattato, in E’ stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino?

Inoltre, in queste settimane interpreta è anche Don Giacomo, il sacerdote che fa la sua parte nella periferia in La Vita bugiarda degli adulti di Edoardo De Angelis.

Dal 15 febbraio vedremo anche lui su Rai2 in Mare Fuori 3 diretto da Ivan Silvestrini dove interpreta il saggio e ironico Tonino che con i suoi corsi di formazione cerca di insegnare il mestiere del pizzaiolo ai ragazzi dell’Istituto Penitenziario Minorile.

E’ una bella storia quella di Biagio Manna fatta di resilienza, tenacia e pazienza punti essenziali per portare a segno i propri obiettivi. I sogni non devono restare chiusi in un cassetto. Ciò Biagio lo capisce presto fin da quando da ragazzino nei Quartieri Spagnoli, dove è nato e continua a vivere, con un lenzuolo rosso, tra le travi dei palazzi abbandonati fingeva di avere un teatro insieme a un gruppo di amici crescendo con l’idea di diventare attori.

Oltre alla recitazione ha sempre avuto la passione della scrittura. Ecco che tastava le battute che scriveva tutte le notti per interpretare alle persone a cui vendeva il cocco in spiaggia. Quella spiaggia con i suoi avventori erano il suo banco di prova per capire quanto potessero essere efficaci quel suo modo di recitare e la sua scrittura.

Con quei soldi guadagnati vendendo quel cocco pagava i biglietti per andare a teatro a vedere gli spettacoli di Vincenzo Salemme e Maurizio Casagrande.

A credere in lui è un’insegnante di recitazione Piera Violante. Facendo dei provini tra i vicoli e le strade di Napoli conosce Biagio. In lui vede il talento e lo supporta. Sa che lui non ha i mezzi per sostenere le spese per studiare ma lei lo supporta e lo porta alla sua Accademia Arena e si accolla i pagamenti dei suoi studi.

Tra Scarpetta e i metodi di Stanislavskij e Strassberg si forma e inizia il suo percorso come attore scelto da autori come Sorrentino e De Angelis.

cast-èstata-la-mano-di-dio-manna-napolitoday

Intervista a Biagio Manna

In Mare Fuori 3 interpreti Tonino, un pizzaiolo che si dà da fare e che era uno di quei ragazzi andati in IPM, ma proprio l’IPM salva. E’ un messaggio fattivo di speranza che se si vuole si è ancora in tempo a cambiare oltre a essere fattivo. Lo fa con Gaetano detto o’pirucchio e con Carmine Di Salvo. Come è stato costruito Tonino?

“Ogni ragazzo in carcere, come si vede nella serie, svolge delle attività per imparare un lavoro , c'è chi nel carcere un lavoro veramente lo trova. Viene anche stipendiato come un normale lavoratore , questo è molto importante per una crescita è una riorganizzazione di vita e di prospettiva futura. Per quanto riguarda il personaggio, Tonino è stato costruito con un lavoro di osservazione. Sono andato nelle pizzerie a guardare il modo di parlare, di muoversi gli sguardi e la postura dei pizzaioli, Poi ho osservato che hanno questa cosa che è proprio nostra napoletana. Dire frasi o citazioni sibilline , che ogni parola è diretta e scagliata per più cose e più significati , quindi questo sta a dire che non solo la pizza è una cosa tutta napoletana ma anche i pizzaioli sono una cosa tutta napoletana. C’è stata anche libertà di esprimerci”

Tra l’altro il tuo personaggio è aderente alla realtà un ex ragazzo in IPM oggi si è aperto una catena di pizzerie a New York benedicendo di essere stato lì perché solo così ha colto l’occasione di cambiare vita. Lo sapevi quando hai preparato il personaggio?

“Sapevo qualcosa , ma non tutto. Mi sarebbe piaciuto conoscere veramente la persona a cui fai riferimento. Però mi dicevano che l'approccio al personaggio lo ricordava molto, quindi, in sostanza mi è bastato leggere sul copione è chiedere a persone con una storia quasi simile alle sua per avere almeno un idea”.

C’è un aneddoto: anche nel reale sei stato fattivo cambiando forse vita a Maria Esposito che nella terza serie interpreta Rosa Ricci avendo un ruolo principale quest’anno pare che tu l’abbia molto incoraggiata. Anzi, aiuti spesso i ragazzi per preparare i provini, aiutandoli a imboccare la strada per realizzare il sogno di diventare attori. Mettersi in ascolto per dare una mano agli altri non è lontano dal pizzaiolo Tonino…

“Conosco Maria da quando è nata. Abita di fronte casa mia ai Quartieri Spagnoli. L’ho incoraggiata perché ha grandi potenzialità. Io sono cresciuto nell’Associazione quartieri spagnoli , dove mi hanno dato modo di esprimermi in ogni forma grazie anche a un lavoro pedagogico. In seguito, ho avuto la fortuna di conoscere Piera Violante che è stata la mia insegnante di recitazione , che mi ha accolto come un figlio nell’Accademia Arena pur non avendo le possibilità economiche, per farmi continuare a seguire il mio sogno. Sono grato alla vita per questo, per cui, nel mio piccolo, quando posso aiuto i ragazzini e ragazzine a prepararsi. Cerco soltanto di restituire quello che la vita mi ha regalato. Ascoltare, aiutare , sostenere sono essenziali quando si intraprende questo mestiere”.

Molti di te si ricordano in un altro ruolo chiave: Armando, l’amico di Fabietto in E’ stata la mano di dio di Sorrentino. Cosa ti porti dietro di quel set e quale insegnamento perché quando da giovane si finisce su un set che ha una risonanza internazionale diretto da Sorrentino è formativo.

“ Lavorare con Paolo Sorrentino è stata una grande esperienza. Non tutti hanno la fortuna di lavorare con un grande regista e grande uomo. Mi porto dietro le esperienze , ricordi , insegnamenti e convinzioni, perché chi vuole veramente e seriamente inseguire un sogno prima o poi lo realizza con pazienza. Ricordo che andavo sul set con le scarpe che da più di due anni portavo ai piedi , perché volevo rimanere legato ai percorsi fatti per arrivare a un successo personale così immenso”.

Cosa hai imparato? E’ cambiato l’approccio a lavoro dopo l’esperienza con Sorrentino?

“Ho imparato sicuramente cosa vuol dire fare cinema, quanto bisogna dosare la proprie espressioni. Soprattutto, come ringraziare la vita, me stesso e chi crede in te. É stata una grande esperienza e una super vetrina

Prossimamente sarai di nuovo al cinema con la commedia girata a Napoli Gli Attassati accanto al duo comico formato da Toni Mafranga ed Emanuele Minafò, la storia di due antieroi decisi a riscattare gli 'attassati' d’Italia dalle vessazioni dove interpreti Umberto. Cosa puoi dirci di questo film e de l tuo personaggio?

“Posso dire che è molto divertente e che rispecchierà molte persone che vivono una determinata situazione. Amo da sempre le commedie e spero di fare molte in futuro”.

Dopo queste esperienze in un film e una miniserie cult a breve debutti anche alla regia di un corto scritto da te. La scrittura te la porti dentro. E’ questo il vero obiettivo?

“Sì lo dirigerò accanto a Loris Maria Furente. Si chiamerà Vincenzo Birillo e gireremo a Napoli. Per me sarà un debutto alla regia. Io scrivo da sempre mi aiuta ad elaborare alcune cose vissute, a dare indirettamente delle risposte utili ad altre persone. Il mio sogno del cassetto è trovare un editore per pubblicare un libro di cui ho già in mente la storia ”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Da Sorrentino a Mare Fuori, la storia di Biagio Manna tra sogni e tenacia

NapoliToday è in caricamento