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I bastardi di Pizzofalcone, Gassmann: "Napoli ha un calore umano che a Roma si è perso"

L'attore italiano che ora veste i panni di un prof. iperconnesso nel film "Beata Ignoranza", ha spiegato il perché del grande successo della serie televisiva andata in onda su Rai 1

Da ispettore del commissariato di polizia di Pizzofalcone a prof. iperconnesso nel film “Beata Ignoranza”, ora nelle sale cinematografiche italiane. Alessandro Gassman ha spiegato al Corriere della Sera il perché del grande successo della serie televisiva "I bastardi di Pizzofalcone", andata in onda su Rai 1 lo scorso gennaio. Serie che, come ha già annunciato in radio lo stesso attore, avrà una seconda stagione che andrà in onda nella primavera del 2018. “La fiction - ha spiegato Gassman - è tratta dai libri di Maurizio De Giovanni ed è bello attingere a libri che hanno personaggi già sfaccettati e profondi. Qui i protagonisti sono umani, hanno sbagliato o sono accusati di aver sbagliato”.

La Napoli della serie è però una Napoli molto diversa da quella cruda e violenta raccontata in Gomorra. L'attore, in proposito, ha sottolineato, come le due serie tv abbiano raccontato due diverse facce di una stessa realtà. "Noi diamo voce anche alla parte bella di Napoli, - ha concluso Gassmann -, quella del centro che è insieme periferia e quartiere abitato da benestanti. Una Napoli, oggi, che ha un calore umano che a Roma si è perso. Gomorra, invece, racconta una periferia che c’è ed è giusto raccontare così com’è".

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