Cultura

Scanzi in scena a Bagnoli con 'I casi Matteo': "Il pubblico napoletano è molto caldo ed esperto di teatro"

L'intervista di NapoliToday ad Andrea Scanzi sulla tappa napoletana del monologo 'dedicato' a Renzi e Salvini, in programma sabato 25 settembre all'ex Base Nato di Bagnoli

"È difficile immaginare due politici più caricaturali di Salvini e Renzi. Si somigliano pure, non solo nel nome di battesimo, nell’idea malamente personalistica della politica, nella comicità involontaria e soprattutto nella tendenza a far cadere i governi nel momento peggiore". Andrea Scanzi torna a Napoli per la sua nuova pièce politica "I casi Matteo", in programma sabato 25 settembre, alle ore 21.00, all'ex Base Nato di Bagnoli. Protagonisti del monologo i due Matteo della politica italiana.

L'intervista ad Andrea Scanzi

-Il titolo della pièce è inequivocabile. Cosa imputi maggiormente ai due Matteo (Salvini e Renzi), quali sono le similitudini e quali le differenze tra i due politici?

-Innanzitutto hanno la responsabilità di incarnare il peggio della politica con la p minuscola. Entrambi sono incredibilmente sopravvalutati, hanno raggiunto un apice altissimo e poi sono scesi nei consensi. Hanno una visione propagandistica della politica e contraddittoria. Sono l'espressione peggiore della politica. Hanno punti di contatto clamorosi e anche sul Quirinale stanno dialogando".

-Quale sarà il "tono" del monologo?

"Il tono è simile a quello del 'Cazzaro verde' e 'Renzusconi', cioè un tono di satira. E' uno spettacolo non lungo, non li amo, non ci sono pause, faccio un monologo sulla politica di oggi con video buffi che mostrerò di Salvini e Renzi. La satira però presta il fianco allo spettatore che mano mano si arrabbierà e si chiederà come abbiamo fatto gli italiani a votarli. Quindi sarà satira, ma non si riderà e basta".

-Quanto c'è nelle tue rappresentazioni del teatro canzone dell'immenso Giorgio Gaber?

"E' l'artista che ho amato di più a teatro. Io pur essendo l'uno per mille di Gaber qualcosa ci metto sempre di lui, però in questo caso non sarà teatro canzone".

-Ritroverai il pubblico, quanto è mancato a causa della pandemia Covid? 

"Tantissimo. Ho fatto qualcosa a teatro senza pubblico ed è stato faticoso anche se formativo. Nella mia vita inizialmente il Covid mi ha fatto fermare e mi ha fatto riposare per 3-4 mesi. Stavo con la mia compagna, con il mio cane e stavo bene essendo abituato ad andare su e giù per l'Italia. Poi mi è mancato tutto, quindi quando in estate si può fare teatro in tempi di Covid ho fatto molte date quest'anno e lo scorso. Però anche nel momento di massimo dolore di assenza dal teatro avevo la tv, i libri. Chi invece fa solo teatro ha vissuto un disastro".

-Che pubblico è, quello napoletano, che segue i tuoi spettacoli?

"Ne ho fatti tanti a Napoli, meno di quanto vorrei. E' un pubblico molto caldo, esigente e teatrale, capisce molto di teatro. Il pubblico napoletano quando mi vede mi rinfaccia di venire poco a Napoli, ma io ripeto sempre che non è una scelta mia. In questo caso ho detto al Fatto Quotidiano andiamo a Napoli, perchè non ci andiamo da un po' ed è un pubblico che mi ha sempre voluto bene ed è importante anche perchè ci sono le elezioni"

- Bagnoli, dove si terrà la pìece, è il luogo simbolo del fallimento della politica napoletana. Il 3 e 4 ottobre si voterà a Napoli per  eleggere il nuovo sindaco. Qual è il tuo bilancio, visto dall'esterno, di de Magistris come primo cittadino di Napoli e cosa ti aspetti per la città?

"Su Bagnoli hai fatto bene a inserire questa premessa nella domanda. Oltre a questo mi fa pensare alla musica, a Bennato che è un caro amico. Su de Magistris rimasi stupito dal plebiscito che ebbe la seconda volta, voleva dire che era piaciuto. Non aveva forti partiti alle spalle. E' stato un unicum positivo. Un bilancio non posso farlo ora, magari dopo lo spettacolo. Dai sondaggi deduco che per i napoletani quell'esperienza sia finita. La lotta per vincere non comprende minimamente infatti la sua candidata. De Magistris, inoltre, non è riuscito neppure a inserirsi nella scia dell'alleanza di centrosinistra". 

-Chiudo con il calcio, visto che sei un grande appassionato ed esperto. Come vedi il Napoli? Può essere l'anno del terzo scudetto?

"Il Napoli lo vedo bene, mi piace e adoro Spalletti anche mediaticamente. Un po' lo conosco, l'ho incontrato anche a volte in treno. E' un toscanaccio, ha uno scazzo pazzo, ma simpatico, mi è piaciuto anche con Allegri. Lo intervisterei subito. E' un ottimo allenatore. L'anno scorso ero certo della vittoria dell'Inter. Quest'anno invece non c'è un ammazza-scudetto. Sono tutte lì, il Napoli è una delle 4-5 squadre che può vincere.  Quindi direi che può arrivare il terzo scudetto, come la qualificazione in Champions. Diciamo che senza Champions invece sarebbe un fallimento". 

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