"5 è il numero perfetto" con Toni Servillo sbarca a Venezia: l'intervista a Valeria Golino

"Napoli è la città dove ho trascorso la mia infanzia facendo la spola con Atene e ogni volta che ci vengo per lavoro non vado in albergo ma preferisco prendere un appartamento. Vorrei dirigere un lungometraggio a Napoli".

Golino e Servillo (Foto di Antonia Fiorenzano)

Una Napoli dall’irrealtà fumettista quasi mai si è vista al cinema e da oggi si vedrà con 5 è il numero perfetto il film tratto dall’omonima graphic novel di Igort con Toni Servillo, Valeria Golino, Iaia Forte e Carlo Buccirosso in contemporanea unico film italiano in concorso alle Giornate degli Autori alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il fim è stato accolto con un lungo applauso dopo la prima proiezione.

La Storia

Tradotta in 15 lingue 5 è il numero perfetto è considerato un capolavoro del fumetto e che lo stesso Igort ha sceneggiato e diretto, segnando anche il debutto dietro alla macchina da presa del fumettista sardo. Ambientata nella Napoli degli anni ’70, racconta la storia del killer in pensione Peppino Lo Cicero (interpretato da un irriconoscibile Servillo) che torna in pista dopo l’omicidio di suo figlio Nino. Questo avvenimento tragico innesca una serie di azioni e reazioni violente per la voglia di vendetta unita a quella di una giustizia personale, che paradossalmente fa da scintilla per cominciare una nuova vita che porta alla redenzione grazie anche a Rita (Valeria Golino), detta ‘a Maestrina, la donna che ama da sempre Peppino e che subito si offre di dargli una mano.

Napoli Visionaria

Un noir in cui si incrociano vari registri da quello squisitamente di genere in cui non mancano sparatorie e inseguimenti a quello anche più melò in cui emerge l’espiazione, fusi per una narrazione epica e contemporanea allo stesso tempo.

Ecco che una Napoli piovosa, prevalentemente notturna, fa da sfondo a tutto questo. Sono lontani i codici naturalistici di Napoli che in 5 è il numero perfetto è più visionaria che mai, filmata seguendo un’idea di cinema d’azione asiatico: di certo non siamo abituati a vedere il cortile di Palazzo dello Spagnolo come un set di una pellicola made in Hong Kong con tanto di pistolettate. Suggestioni sedimentate in Igort in quegli anni in cui ha vissuto a Tokyo ed è proprio in quel periodo che gli venne in mente Peppino Lo Cicero che si muoveva sotto la pioggia per le strade di Napoli. Da quando ha iniziato a scrivere la storia Igort è venuto a Napoli per osservarla e conoscerla nel profondo, diventando una città molto importante per lui.

Un outsider a Venezia 76

Anche se oggi al Festival di Venezia è la giornata di Brad Pitt e Pedro Almodovar, 5 è il numero perfetto è tra quei titoli che oggi sono stati attesi con più curiosità. Dalle prime reazioni che ha suscitato al Lido sono tutti concordi che gli elementi che caratterizzano il film sono innovazione, ricerca e originalità espressiva accogliendo con entusiasmo Igort, Toni Servillo e Valeria Golino.

"Cercavo una Napoli diversa dall’immagine classica, volevo una città metafisica e notturna, infatti la maggior parte delle riprese sono state fatte in 23 notti. Mi attraeva l’idea di rendere deserte e avvolte dalla nebbia quartieri come il Cavone. E’ una Napoli che non vediamo tutti i giorni, le sue strade e vicoli sono solitari, non caotici", dichiara Igort anticipando la scelta di realizzare un film a colori piuttosto che in bianco e in nero come forse molti lettori della graphic novel si sarebbero aspettati. Con il direttore della fotografia Nicolaj Bruel abbiamo scelto i colori saturi degli anni ’70. C’è una fedeltà spirituale al racconto ma non didascalico. Per esempio, il personaggio del Gobbo e l’aggiunta di alcune situazioni non sono presenti nell’opera grafica. Soprattutto, c’è il mio mondo, stilizzato e non realistico. La sfida era lavorare con grandi attori con una sceneggiatura in napoletano presentando una Napoli insolita, necessaria per essere vicini alla storia".

Servillo e Golino bravi da commuovere

Ci sono voluti 13 anni per realizzare il film. In questi anni ci sono state varie stesure della sceneggiatura e varie fasi determinate anche dalle ipotetiche scelte di alcuni registi anche orientali. Inizialmente Igort non ne voleva sapere di dirigere lui il film, ma proprio la presenza di Toni Servillo è stato uno dei motivi che l’hanno convinto. Per il regista, Servillo ha arricchito il film regalando al personaggio nuove sfumature. Ed è forse la cosa più rivoluzionaria della trasposizione vedere vivere in carne e ossa Peppino e gli altri personaggi dalle tavole del fumetto. "Durante la prova costumi quando ho visto Servillo vestito e truccato da Peppino Lo Cicero mi sono commosso. Toni mi ha anche preso in giro per questo motivo. Vedere improvvisamente un attore che con il suo corpo dà vita al personaggio che ho creato è stata un’esperienza toccante. Ammetto che ho sempre pianto quando vedevo le parole attraversate dagli attori - spiega Igort e continua - Stare su un set e totalmente diverso dal lavoro solitario del disegnatore. Su un set cinematografico tutti fanno domande al regista. Fare un film è un lavoro collettivo fatto anche da incontri importanti come con Valeria Golino. Per me lei era da subito una figura presente nel film e negli anni le ritornava il copione tra le mani. Penso che sia in qualche modo la protagonista segreta del film perché è l’unica che sa dove vuole andare e va dritta fino al punto. E’ innamorata di Lo Cicero e la sua vita è circondata dalla malavita, ma rimane una maestrina, la più colta dell’ambiente. Valeria poi è molto interrogativa sul set e ha una istintività pazzesca".

Valeria Golino si fa in tre

Valeria Golino è Rita ‘a maestrina in 5 il numero perfetto, è la “pupa del gangster” come scherzosamente afferma lei stessa parlando del suo personaggio. Oggi, con la sua eleganza e semplice grazia, ha incantato il festival con cui è presente anche con altri due film fuori concorso: Tutto il mio folle amore di Gabriele Salvatores e Adults in the rooms di Costa- Gravas.

E’ affamata di curiosità, gioiosa di esplorare nuovi ruoli e conoscere nuove cose. Forse anche per questo quando sta anche dietro la macchina da presa le riesce bene. Appena può non perde l’occasione di tornare a Napoli, la città in cui Valeria è nata. "Napoli è la città dove ho trascorso la mia infanzia facendo la spola con Atene e ogni volta che ci vengo per lavoro non vado in albergo ma preferisco prendere un appartamento - racconta Golino - Appena avrò il soggetto adatto vorrei anche dirigere un lungometraggio a Napoli, tra l’altro proprio qui ho debuttato come regista con il corto Armandino e il Madre girato nel Museo Madre".

Intanto si gode gli applausi veneziani. Quest’anno è l’unica attrice presente al festival con tre film pronta a conquistare il pubblico. "Mi fa piacere di essere al Festival di Venezia con tre ruoli così diversi tra loro. Non essendo la protagonista assoluta ho potuto dedicarmi a lavorare sui singoli personaggi con molta libertà in progetti stimolanti come 5 è il numero perfetto - continua Valeria Golino - Al cine-fumetto mi sono avvicinata già con Il Ragazzo Invisibile ma era un altro tipo di operazione. 5 è il numero perfetto è affascinante perché ha delle peculiarità insolite. Di base è un noir malinconico che con equilibrio miscela il cinema giapponese al romanzo della Napoli del secolo scorso. La mia Rita è una donna innamorata e caparbia. Lei in qualche modo incarna la storia di un’attesa quella che lei ha per il suo amato Lo Cicero".

TRAILER

A Napoli Igort e il cast del film domenica 1 settembre

Per gli spettatori che non si accontentano di vedere solo il film, domenica 1 settembre Igort e il cast di 5 è il numero perfetto saluteranno il pubblico napoletano durante un mini-tour in 3 sale cinematografiche.

Si inizia alle ore18.30 al Filangieri. Si continuerà poi alle ore 20.30 al Metropolitan. Si concluderà alle ore 21.30 al Modernissimo.

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