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Capitone fritto, perchè viene cucinato alla Vigilia di Natale

Anticamente, si credeva che per la sua somiglianza con il serpente fosse simbolo del demonio, e quindi mangiarlo durante le feste natalizie era un modo scaramantico per allontanare il male

Uno dei piatti tipici napoletani che non può assolutamente mancare nel menù natalizio è il capitone fritto. Secondo la tradizione i capitoni devono essere acquistati vivi dal pescivendolo il giorno prima della Vigilia di Natale. Passeggiando per i caratteristici mercatini della città, infatti, nel periodo natalizio non passano inosservate le grosse vasche azzurre che contengono lunghi capitoni che sguazzano nell’acqua dolce. I prezzi oscillano in media tra i 18 e i 20 euro al kg: si tratta di un pesce abbastanza pregiato. La tradizione vuole che il capitone si compri il 23 dicembre: per essere sicuri di cucinare un pesce fresco, una volta portato a casa lo si deve mantenere vivo conservandolo in una vasca di acqua dolce, fino al momento della cottura. Sempre secondo la tradizione, va decapitato proprio il giorno della Vigilia di Natale, ed essendo un pesce che si deteriora rapidamente perchè particolarmente grasso, deve passare poco tempo tra il taglio e la cottura. I napoletani chiamano “capitone” (dal latino “caput”, testa) la femmina dell’anguilla (il nome scientifico del pesce che deriva dal latino “anguis”, piccolo serpente): si preferiscono gli esemplari femmina perchè raggiungono grandi dimensioni (1/1,5 m circa di lunghezza e i 6 kg di peso) a differenza dei maschi che rimangono più piccoli (non superano mai i 60 cm di lunghezza e i 200 grammi di peso). Anticamente, si credeva che, proprio per la sua somiglianza con il serpente, fosse simbolo del demonio, e quindi mangiare il capitone era un modo scaramantico per allontanare il male. Lo si portava in tavola durante la cena della Vigilia di Natale per propiziarsi un nuovo anno, felice e sereno... Si sa che i napoletani sono sempre stati molto superstiziosi! Il capitone può essere cucinato in vari modi, ma per tradizione la "morte" del capitone deve essere la frittura in padella.

Vediamo la ricetta tradizionale del capitone alla napoletana…

Ingredienti:

  • 1 kg di capitone eviscerato
  • qualche foglia di alloro
  • farina di semola rimacinata
  • olio di semi di arachide per friggere
  • sale q.b.

Preparazione:

Pulire i capitoni, privandoli prima della testa e poi delle interiora. Tagliarli a tocchetti della lunghezza di 10 cm circa. Asciugarli con carta assorbente prima di passarli nella farina di semola rimacinata. Friggerli in abbondante olio di arachidi bollente a fuoco medio-alto fino a che non diventano dorati. Scolarli con l’aiuto di una schiumarola e adagiarli su fogli di carta assorbente per fargli perdere l’olio in eccesso. Salarli e servirli subito su un piatto da portata.

Se il capitone fritto dovesse avanzare, può essere trasformato in capitone alla scapece. E’ un modo per facilitare la conservazione di alcuni tipi di pesce ma anche ortaggi dopo la frittura: bisogna solo preparare una marinata di olio, aceto, aglio e menta.

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