Cronaca Fuorigrotta / Via Terracina

Zoo di Napoli, animali in prigione: la denuncia di Veg in Campania

"Si sperava in una fine più dignitosa. Impossibile reintrodurli in natura, ma almeno toglierli alla vista, regalargli tranquillità e pace magari in riserve dove la loro natura non viene svilita"

Zoo di Napoli © Veg in Campania

"Si potrebbe andare tutti quanti allo zoo comunale, per vedere come stanno le bestie feroci" cantava l'ironico e irriverente Jannacci, ed è così che comincia la storia raccontata dal gruppo 'Veg in Campania' dopo un 'blitz' fatto allo Zoo di Napoli, portando cibo agli animali.

"Noi di Veg in Campania - scrivono i promotori del gruppo sulla propria pagna di facebook - ci siamo andati, ovviamente senza pagare il biglietto perché noi non alimentiamo questi lager, ma si fa davvero fatica a far capire che atmosfera si respira in quel posto. Il nostro è solo uno sguardo un po’ più attento, uno sguardo da una posizione diversa, provando a metterci nei panni di chi è all'altro lato delle sbarre. Gabbie, ferro, reti, ruggine, incuria, abbandono, spazzatura, bottiglie di candeggina semi vuote, fili elettrici a vista. Lo zoo è tutto questo. Lo zoo è una prigione e i sintomi di questa lunga prigionia si fanno sentire".

Durissima la denuncia, che arriva anche una fotogallery denominata 'della tristezza', per la condizione in cui vengono immortalati gli animali.


Le 'tragiche' vicende dello zoo di napoli vanno ormai avanti da anni: emergenza cibo, emergenza fondi, rischio chiusura e animali da salvare. E poi accuse, rimpalli, denunce. Infine la notizia di un
accordo che avrebbe salvato le sorti del giordino zoologico, creando un clima di festa, ma solo per qualcuno. Solo pochi giorni dopo, infatti, la Lav che denuncia lo stato di prigionia degli animali.

"Autolesionismo, comportamenti innaturali e ripetitivi, iper aggressività, noia, apatia" denunciano i Veg in Campania, che poi spiegano nel dettaglio le condizioni anguste in cui vivono gli animali.

"Salvate (le 'bestie' n.d.r) per essere condannate a questo?" è la domanda che si pongono e pongono a chi di competenza. "E' notizia dei giorni scorsi l'acquisizione della struttura dello zoo e di Edenlandia da parte della Brainspark"  continua il gruppo, che rilancia: "Non c'è mai stato un'emergenza cibo allo zoo, le scorte non mancavano. Dal 31 dicembre si era conclusa la gestione del "Curatore fallimentare" e quindi chi si è preso cura degli  animali l'ha fatto finora a titolo gratuito. Tra le altre cose bisogna precisare che, in ogni caso, c'era un  Giudice responsabile del procedimento fallimentare della struttura che non avrebbe mai potuto permettere la morte degli animali (tra i quali vi sono anche esemplari confiscati e quindi di proprietà dello Stato).

La società ha detto di voler ingrandire le gabbie, allargare gli spazi. Sicuramente per accogliere altri animali. La struttura dello zoo è fuori legge. Non ha l’autorizzazione prevista dal Decreto Legislativo 73 del 2005 e continua a detenere animali in modo incompatibile con le loro esigenze etologiche. Questa notizia lascia l'amaro in bocca. Si sperava in una fine più dignitosa per questi animali. Impossibile reintrodurli in natura, ma almeno toglierli alla vista, regalargli tranquillità e pace magari in riserve dove la loro natura non viene svilita. C'è perfino qualche pseudo-animalista che festeggia alla notizia della riqualificazione dell'intera area. Gli unici a non festeggiare sono gli animali e chi lotta per i loro diritti" concludono i Veg in Campania, auspicando che questi animali trovino casa in spazi davvero adatti a loro.

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