Zona rossa e coprifuoco alle 18 o alle 20 dalla vigilia di Natale alla Befana: l'ipotesi draconiana del governo

Lo scenario alternativo prevede la zona arancione in tutta Italia

Il governo in queste ore prenderà la decisione definitiva sulle eventuali maggiori misure restrittive da porre in essere per evitare una diffusione incontrallata dell'epidemia Covid in Italia durante le festività natalizie, in particolare dopo le immagini degli assembramenti a cui tutti abbiamo assistito anche a Napoli. Da un lato si vorrebbe consentire lo spostamento tra comuni per ricongiungere almeno genitori e figli nelle giornate del 25, del 26 dicembre e del primo gennaio, ma dall'altro lato si suggerisce un ritorno alle zone rosse.

Le ipotesi

Ciò che preoccupa è che la curva del virus ancora non scende come dovrebbe (ieri 12mila positivi in Italia e quasi 1100 in Campania). La scure della terza ondata è infatti un rischio concreto per gennaio. Due le ipotesi principali dal 24 dicembre al 5 6 gennaio che prevedono o l'inserimento di tutte le regioni in zona arancione (dov'è attualmente la Campania), con bar e ristoranti aperti solo per l'asporto, spostamenti limitati ma negozi aperti, oppure una zona rossa nazionale dove per uscire servirebbe l'autocertificazione. Potrebbe essere anche anticipato il coprifuoco nel caso di decisioni maggiormente restrittive addirittura alle 18 o alle 20 il 25, 26 dicembre, il primo e il sei gennaio, come riporta Today.it.

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