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La vertenza

Whirlpool, lavoratori crocifissi davanti alla Prefettura

Il flash mob dopo l'ennesimo incontro con le istituzioni: "Abbiamo partecipato a 33 tavoli di confronto, come gli anni di Cristo". Ancora ombre sul piano industriale per far ripartire il sito di via Argine

Trentatré tavoli istituzionali, tanti quanti gli anni di Cristo quando morì sulla croce. Per questo motivo, nella Settimana Santa, gli ex lavoratori della Whirlpool hanno pensato bene di mettersi letteralmente sulla croce davanti alla Prefettura di Napoli al termine dell'ennesimo incontro con le parti. 

Dal confronto è emersa qualche notizia positiva, ma ancora una volta diverse ombre sul futuro lavorativo degli oltre 400 licenziati dalla multinazionale e oggi aggrappati agli ammortizzatori sociali. Un mezzo sorriso potrebbe essere motivato dal fatto che il progetto di formazione potrebbe partire nei prossimi mesi, probabilmente a luglio. Si tratta di un percorso che aiuterebbe gli ex dipendenti a ricollocarsi sul mercato del lavoro, permettendo loro di percepire un gettone di presenza. 

Sul fronte produttivo, invece, resta ancora tutto fermo. Nuova battuta d'arresto per il piano industriale del fantomatico consorzio che dovrebbe restituire vita al polo di via Argine attraverso la realizzazione di materiale per la mobilità sostenibile. Il motivo, secondo i rappresentanti sindacali, sarebbe da ricercare in un ambiente di lavoro considerato non salubre e, quindi, inutilizzabile. Nello stabilimento ci sarebbero quantità di amianto non consentite. Una notizia che ha colto di sorpresa gli ex operai che si chiedono, a giusta ragione, come sia possibile che nei decenni di attività del sito nessuno aveva mai posto questo problema. Soprattutto si chiedono se la loro salute è a rischio. 

Il consorzio non farà passi in avanti fino a quando non avrà la certezza di poter utilizzare la fabbrica. Un aggiornamento su questo fronte è atteso per la fine del mese di aprile. Il prefetto ha rassicurato gli operai, garantendo loro che nei prossimi giorni ci sarà un nuovo confronto a Roma al quale prenderà parte anche il Ministero dell'Ambiente. In quella sede si cercherà di capire che cosa andrà bonificato. Nel frattempo, gli ex Whirlpool proseguono in un via Crucis che dura ormai da anni. 

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