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Cronaca Ponticelli / Via Argine

Ex Whirlpool, a rischio il progetto di rilancio: lavoratori disperati

Il sito via di via Argine è stato dichiarato non agibile da Adler, soggetto capofila del consorzio che avrebbe dovuto occuparsi del rilancio industriale e assorbire la quasi totalità degli ex operai

Una doccia fredda in pieno agosto. Gli ex lavoratori Whirlpool incassano un'altra cocente delusione. Adler, l'azienda capofila del consorzio che avrebbe dovuto rilanciare il sito di via Argine, ha diramato un comunicato in cui proietta ombre inquietanti sull'agibilità dello stabilimento che fino allo scorso anno, e per trent'anni, ha prodotto lavatrici di alta qualità. 

Una posizione che mette in dubbio quel processo di reindustrializzazione che sembrava incardinato su un binario molto lento ma certo. Eppure, solo pochi giorni fa, le sigle sindacali aveva tranquillizzato tutti sull'avanzamento del progetto. Gli ex lavoratori, circa 400, hanno accolto con disperazione e rabbia una notizia inaspettata, soprattutto nel mezzo dell'estate. 

"Il lavoro svolto dal Consorzio campano aveva portato nei mesi scorsi all’attenzione del tavolo istituzionale le criticità evidenziate dalla verifica tecnica. - si legge dalla nota di Adler - Le conclusioni del documento prodotto erano chiare: la mancanza di requisiti di compatibilità urbanistica, la carenza di documentazione inerente l’agibilità, le problematiche ambientali del sottosuolo e la presenza di amianto, rendevano non cantierabile l’intervento. Senza una preventiva risoluzione delle problematiche tecniche evidenziate, non era, e tuttora non è, possibile per il Consorzio formulare un piano industriale definitivo. In sostanza, senza conoscere tempi, procedure, costi per il necessario ripristino dei luoghi prima ancora di avviare i nuovi investimenti, non si capisce come si possa chiedere a soggetti potenzialmente interessati di assumere impegni. Ad oggi, il Consorzio non ha avuto alcuna risposta alle istanze presentate ed evidenzia che l’annunciato superamento delle problematiche tecniche, che in ogni caso sono augurabili per il bene del territorio, va documentato dall’azienda Whirpool e attestato dalle autorità competenti". 

Sorprende che tali rilievi vengano sollevati per un sito attivo per oltre trent'anni senza alcun intoppo. Ed è su questo che puntato i sindacati: "Solo in Italia che per uno stabile adibito per decenni alla produzione industriale si sollevino problematiche di agibilità - scrive la Uilm - La posizione di Adler è il risultato di pastoie e intoppi burocratici. Arriva dopo un incontro istituzionale in cui era stato assicurato che tutto poteva essere risolto. Da mesi si parla solo di intoppi burocratici, siamo stanchi. Vogliamo parlare di lavoro e piano industriale. Le istituzioni devono incontrarsi e superare gli ostacoli, come ci era stato promesso".

Tra Consorzio, Ministero e Whirlpool che si rimpallano le responsabilità sembra quasi il gioco delle tre carte. E' utile ricordare che l'ipotesi di reindustrializzazione era stata avanzata dal Governo nell'estate del 2021 anche se la composizione del Consorzio è rimasta nascosta per molti mesi. L'unica cosa nota era che il nuovo impianto si sarebbe occupato di mobilità sostenibile.

Molti degli ex operai sono stati raggiunti dalla notizia mentre erano fuori città per qualche giorno di vacanza con le famiglie. E' partito immediatamente il passaparola telefonico e appare, ormai, inevitabile che per i disoccupati Whirlpool si vada verso un nuovo, ennesimo, caldissimo autunno. 

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