Whirlpool, il corteo: alla testa un operaio crocifisso

Lo sciopero di quattro ore proclamato dai sindacati Cgil, Cisl e Uil per sostenere i lavoratori Whirlpool e i settori dell'industria e del terziario dell'area metropolitana partenopea

Foto di Massimo Romano-NT

Un operaio “crocifisso”. È quanto apre il corteo che oggi hanno inscenato gli operai della Whirlpool di Napoli insieme a quelli di altre aziende e del terziario. Il manichino, portato in testa alla colonna di manifestanti, indossava la tuta dei dipendenti della multinazionale e la croce riporta la scritta "Sud" al posto di quella "Inri".

Nel frattempo si è svolto lo sciopero di quattro ore proclamato dai sindacati Cgil, Cisl e Uil per sostenere i lavoratori Whirlpool e i settori dell'industria e del terziario dell'area metropolitana partenopea.

IL CORTEO DEGLI OPERAI - VIDEO

GLI OPERAI: "LA GUERRA CONTINUA" - VIDEO

La manifestazione è partita da piazza Mancini, poi ha attraversato corso Umberto per raggiungere piazza del Gesù Nuovo per il comizio finale. Massiccia la partecipazione di operai e numerose le bandiere dei sindacati. In prima fila i segretari di Cgil, Cisl e Uil, Walter Schiavella, Luigi Sbarra e Giovanni Sgambati, e con loro il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. Presenti nel corteo anche i gonfaloni dei Comuni di Napoli, Ercolano, Pomigliano d'Arco, Torre del Greco, Pozzuoli e Torre Annunziata e della Città Metropolitana.

Tra i manifestanti anche gli attivisti di Potere al Popolo e del Movimento migranti e rifugiati. Tutti insieme hanno occupato le scale d'ingresso della sede centrale dell'università Federico II, ed esposto lo striscione "La Whirlpool è di chi lavora - Napoli non molla". Lì hanno anche acceso dei fumogeni colorati rossi, verdi e blu.

I dipendenti Whirlpool dello stabilimento di via Argine hanno aderito nonostante l'annuncio di ieri da parte dell'azienda dello stop alla procedura di trasferimento del ramo d'azienda. Stop che però non ha evitato venisse ribadita la volontà da parte della multinazionale di “lasciare comunque l'Italia”.

Aggiornato alle 15.30

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