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Cronaca Melito di napoli

"La camorra porta a noi", così i clan hanno deciso le comunali di Melito

Venti persone arrestate per voto di scambio per le elezioni del 2021. Tra essi il sindaco Luciano Mottola ed Emilio Rostan, padre di Michela, deputata di Forza Italia

Le mani della camorra sulle elezioni di Melito. Secondo la Procura di Napoli il clan Amato-Pagano avrebbe oreintato l'elezione a sindaco del 2021. Ci sono anche nomi eccellenti tra i venti destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Napoli. In manete anche il primo cittadino Luciano Mottola ed Emliio Rostan, padre della deputata di Forza Italia Michela Rostan. Con loro, personaggi che gli inquirenti ritengono di spicco all'interno del sodalizio criminale come Vincenzo Nappi, detto O' Pittore, reggente del clan fino alla sua uccisione il 23 gennaio 2023.  

Minacce, soldi e posti di lavoro promessi. E' una storia complessa, quella delle elezioni di Melito, quasi un dramma in due atti. Un relativo al primo turno elettorale, quando a scontrarsi per la poltrona di sindaco c'erano Nunzio Marrone, Luciano Mottola e Dominique Pellecchia. Il secondo, invece, si riferisce al ballottaggio tra Mottola e Pellecchia. 

In entrambe le fasi, secondo l'ordinanza emessa dal Tribunale (di cui NapoliToday è in possesso), il deus ex machina sembrerebbe Emilio Rostan, presentato come organizzatore della campagna elettorale di Mottola. Secondo quanto svelato dalle indagini, Rostan avrebbe, tra le altre cose, promesso posti di lavoro, corrotto un pubblico ufficiale con 2mila euro e chiuso accordi con persone vicine al clan. 

In data 1 luglio 2021, l'uomo conversa con Luigi Ruggiero in merito ad accordi elettorali. Il secondo chiede se "si possono avere alcuni di questi posti di lavoro". Rostan risponde: "Però devono lavorare. Stammi a sentire, è una grande ditta. Una delle più grandi della Campania, si chiama Ecoge, è gestita da un'amica di mia figlia che viene pagata profumatamente. Ho già messo a lavorare 6-7 persone". 

Per la squadra di Mottola, però, il problema principale del primo turno sarebbero gli accordi che Vincenzo Marrone (anch'egli sottoposto a misura cautelare), padre del candidato sindaco Nunzio (che non risulta tra gli indagati) avrebbe stretto con gli Amato-Pagano. Tanto che a un certo punto, sia i candidati di Mottola che quelli della Pellecchia iniziano a tirarsi indietro. "Dobbiamo fare attenzione - si legge in un'intercettazione tra Rostan e un altro soggetto - perché stanno mettendo in moto pressioni, forzature e minacce". In un'altra conversazione aggiunge: "Si doveva andare a parlare prima con O' Pittore, prima che succedevano questi fatti".

Secondo la magistratura sarebbe lui a consigliare a Mottola di andare a denunciare le pressioni della malavita. Una denuncia che viene registrata il 23 luglio 2021, ma gli inquirenti la ritengono solo una mossa di facciata per intralciare gli avversari e non una sincera presa di posizione in quanto non vengono forniti dettagli utili alle indagini. 

Il primo turno elettorale determina la sconfitta di Marrone e il ballottaggio tra Mottola e Pellecchia. A questo punto, lo scenario descritto dai pm cambia radicalmente. Rostan avvierebbe contatti con Vincenzo Marrone per spostare i voti del clan dal figlio Nunzio alla coalizione di Mottola. L'ordinanza ipotizza l'accordo tra Rocco Marrone (presidente del Consiglio comunale, indagato) e Giuseppe Siviero, esponente di rilievo degli Amato-Pagano, per i voti del Rione 219, con l'assenso di Luciano Mottola e la supervisione di Rostan. Quest'ultimo avrebbe preso contatti anche con il clan Contini. Il 7 ottobre 2021, parlando con un suo collaboratore, Rostan afferma: "La camorra porta a noi, l'ha sbloccata coso, Siverio". 

In un'altra conversazione ribadisce: "Rocco Marrone ha chiuso con Siverio". E ancora: "Cuozzo ha avuto 2mila euro, gliel'ha dati il padre di Luciano Mottola". Il sindaco di Melito viene nominato spesso, ma nell'ordinanza non ci sono intercettazioni rilevanti che lo riguardino. Secondo gli inquirenti, sarebbe stato a conoscenza di tutte le operazioni e di tutti gli accordi. Questo, però, potranno stabilirlo solo il prosieguo delle indagini e un eventuale processo. 

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