Pompei: cresce il numero dei visitatori, oltre un milione in sei mesi

I dati sono stati forniti da Cisl e Uil Scavi di Pompei. L'incremento nei primi sei mesi dell'anno é dovuto all'abolizione della chiusura settimanale

Pompei

Il sito archeologico di Pompei ha fatto registrare oltre un milione di visitatori dal 1 gennaio al 30 giugno 2013, con una crescita di 36 mila visitatori (+15%) rispetto allo stesso periodo del 2012. L'incasso è stato di circa 9 milioni di euro (+12%) e supera il risultato dello stesso periodo del 2012 e del 2011.

I dati sono stati forniti dalle segreterie di Cisl e Uil Scavi di Pompei. Secondo i due sindacati l'incremento nei primi sei mesi dell'anno "é dovuto all'abolizione della chiusura settimanale che consente l'apertura al pubblico delle aree archeologiche sette giorni sette per 365 giorni all'anno". "L' aumento costante di visitatori stranieri - aggiungono Cisl e Uil - è un dato eccellente che documenta la straordinaria attrattività e produttività dell'area archeologica di Pompei anche in un momento di crisi economica internazionale". "Tali risultati - concludono Cisl e Uil - se raggiunti da una qualsiasi azienda privata, avrebbero certamente portato ad un premio di produttività per i dipendenti. A Pompei invece non solo non portano incentivi al personale, ma hanno causato soltanto un notevole aggravio di lavoro, anche in considerazione della ormai nota carenza di personale".

Intanto, sono partiti i bandi di gara per gli interventi di restauro di altre due Domus negli Scavi di Pompei. Lo annuncia la Soprintendenza speciale per i Beni archeologici di Napoli e Pompei. I lavori interesseranno gli apparati decorativi delle domus di D. Octavius Quartio e della Venere in Conchiglia.

"Si tratta di importanti interventi di restauro sugli affreschi e sui pavimenti previsti nell'ambito del Grande Progetto Pompei, le cui procedure di gara saranno interamente svolte sulla piattaforma telematica del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, spiega la Soprintendenza. Entrambe le domus si trovano nella regione sud orientale della città antica, area preferenziale per le visite didattiche che rappresenta una interessante alternativa ai percorsi di visita più frequentati lungo l'asse Porta Marina - Foro. "La domus della Venere in Conchiglia - sottolinea la Soprintendenza - è uno splendido edificio famoso per l'affresco posto su una parete del peristilio raffigurante un giardino rigoglioso di piante e di fauna, con una bassa transenna e altri elementi decorativi. Si articola in 3 pannelli: a destra è dipinta una vasca di fontana con uccelli; a sinistra una statua di Marte; al centro una finestra dà l'illusione d'aprirsi sul mare, dove in una conchiglia rosea è posta la dea Venere che, accompagnata da due amorini, si protende verso Pompei, di cui era protettrice. Pur dipinta in modo maldestro la composizione non manca di effetto teatrale, se vista ad una certa distanza". "La seconda domus, detta anche di Loreio Tiburtino - aggiunge la Sovrintendenza - apparteneva a D. Octavius Quartio, come prova l'anello-sigillo trovato presso l'ingresso. In parte conserva l'impianto originario (II sec. a.C.): nell'atrio, fulcro dell'abitazione, affacciano le stanze da letto (cubicula) e il triclinio. La parte verso l'Anfiteatro, ristrutturata dopo il 62 d.C., conserva un giardino immerso tra verde e specchi d'acqua, a imitazione delle dimore fuori città, secondo la moda 'del vivere in villa', tipica del tempo. Questo spazio verde si articola in 2 lunghe vasche disposte a 'T'. La vasca superiore, porticata, era decorata da statue allusive all'Egitto, patria della dea Iside: al centro presenta un sacello con fontane, in fondo un doppio letto per pasti all'aperto e una nicchia che imita una grotta, con affreschi mitologici. La vasca inferiore, divisa in tre bacini (forse per pesci), attraversa tutto il giardino ed era percorso da viali pergolati". Al termine dei lavori, le domus saranno di nuovo aperte al pubblico. (Ansa)

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