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Bonafede visita il carcere di Poggioreale: "Una delle realtà più complesse"

Il ministro della Giustizia ha parlato anche con i rappresentanti del Sappe

Visita del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, al carcere di Poggioreale. "Stamattina, insieme al vice capo Dap Roberto Tartaglia, ho visitato il carcere di Napoli-Poggioreale ''Giuseppe Salvia'' nella consapevolezza – ha scritto sui social – che quest'istituto rappresenta una delle realtà più complesse e difficili dell'intero sistema penitenziario italiano. Ci tenevo a portare personalmente la mia vicinanza a tutti coloro che lavorano e vivono nell'istituto".

Bonafede ha fatto i suoi ringraziamenti "alla Polizia Penitenziaria, a tutta l'amministrazione penitenziaria e ai sanitari che con il loro instancabile lavoro e con tanti sacrifici, hanno permesso che oggi venisse registrato un unico caso di positività tra i detenuti e quattro contagiati tra il personale".

Appunti al ministro sono stati mossi dal Sappe, sindacato della polizia penitenziaria. "Il Sappe al ministro Bonafede, oggi a Poggioreale, ha rappresentato alcune criticità. Le dotazioni organiche devono essere riviste, i tempi concorsuali di assunzione sono troppo lenti e le attuali assunzioni sono troppo esigue per le necessità del Corpo a partire proprio da Poggioreale, carcere simbolo nazionale ove si racchiudono tutte le criticità del sistema Penitenziario Italiano", ha spiegato il segretario nazionale della Campania, Emilio Fattorello, che oggi ha preso parte all'incontro, al carcere di Poggioreale.

"Il Sappe ha chiesto inoltre la dotazione di mezzi idonei al contenimento degli atti violenti posti in essere dalla popolazione detenuta. Altra richiesta sollevata al ministro è stata quella di rivedere i criteri ed i programmi per una formazione professionale del Personale del Corpo, moderna e funzionale", ha aggiunto. Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, auspica "che il Governo Conte bis si impegni concretamente per sanare le criticità evidenziate e sottolinea "le carceri sono più sicure assumendo gli Agenti di Polizia Penitenziaria che mancano, finanziando gli interventi per far funzionare i sistemi anti-scavalcamento e potenziare i livelli di sicurezza delle carceri: eppure, le rivolte di marzo avrebbero dovuto far comprendere che si deve puntare sul potenziamo delle politiche di sicurezza piuttosto che favoleggiare di amnistie ed indulti".

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