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Violenza sulle donne, a Napoli mille casi durante la pandemia

Per i carabinieri, l'emergenza sanitaria ha fatto crescere gli abusi domestici: "Ma con la nuova legge, i tempi di intervento sono più rapidi"

 

Sono 970 i casi di violenza sulle donne che i carabinieri hanno seguito a Napoli e provincia in tutto il 2020. Un anno contrassegnato dall'emergenza Covid e dai ripetuti lockdown: "Una condizione che ha portato all'aumento degli episodi, cresciuti rispetto agli anni precedenti" spiega il capitano Giorgia De Acutis, comandante della Terza sezione del Nucleo investigativo del Comando provinciale. 

L'ultimo caso che ha sconvolto il territorio è quello di Ornella Pinto, 40 anni, uccisa a coltellate dall'ex compagno. Pochi giorni prima, la notizia della scarcerazione di Vincenzo Lo Presto che, dopo aver assassinato la moglie Fortuna Bellisario, ha ottenuto i domiciliari e il permesso di vedere i figli, ha provocato lo sdegno popolare e diverse manifestazioni. Ma dietro i casi da prima pagina, ci sono centinaia di soprusi che restano nell'ombra. 

"La parte più difficile del nostro lavoro - prosegue il capitano De Acutis - è quello di convincere la donna vittima di violenza a denunciare. Spesso, è complicato per loro ammettere la condizione in cui vivono. Noi diciamo loro che se trovano il coraggio di denunciare oggi la legge ci fornisce strumenti rapidi per intervenire. Se si recano in una delle nostre caserme saranno accolte da personale formato specificamente. A Capodimonte abbiamo una stanza arredata come se fosse una casa privata, per metterle a proprio agio. Inoltre, abbiamo aderito al progetto per consegnare a chi denuncia, smartphone e smartwatch con cui possono contattare una pattuglia con un semplice click". 

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