Cronaca

Violenza sulle donne: parte un corso di formazione nelle strategie di contrasto

Rivolto a medici, infermieri e psicologi dell'Asl Na 1. L'obiettivo è formare gli operatori così che riconoscano i casi di violenza, anche psicologica, e sappiano indirizzare le vittime

Violenza sulle donne: ancora troppa paura di denunciare, ancora troppo silenzio.

Da marzo 2012, quando lo sportello rosa antiviolenza è stato attivato a Napoli, sono stati 80 i casi di donne che si sono rivolte allo sportello di cui 40 che hanno ricevuto anche un referto psicologico. ''Un fenomeno sottodimensionato'' spiega Giuseppe Matarazzo, direttore sanitario del Loreto Mare che, in collaborazione con la direzione generale della Asl Napoli 1 e l'Unità operativa di Psicologia clinica del Distretto 31, ha organizzato il primo corso di formazione per operatori coinvolti nelle strategie di contrasto alla violenza di genere.

L'obiettivo è formare gli operatori così che riconoscano i casi di violenza, sia fisiche che psicologica, e sappiano indirizzare le donne.

La prima lezione è in programma il prossimo martedì, gli altri incontri si terranno fino al 10 dicembre per un totale di sei appuntamenti.

Nel corso della prima giornata, è prevista la partecipazione anche di Bianca D'Angelo e Angela Cortese, consiglieri regionali rispettivamente Pdl e Pd, il referente del progetto, Antonietta Bozzoatra, Giuseppe Matarazzo. Il problema è che ''ancora troppe donne, pur arrivando al pronto soccorso, preferiscono non raccontare la realtà dei fatti''. ''Non si denuncia - sottolinea - non sono interessate a riferire i fatti per aggravare una situazione già compromessa quindi. Ancora silenzio e omertà, quindi, impediscono di conoscere la dimensione reale del fenomeno''. I

ll corso è rivolto a 50 medici, 50 infermieri e 50 psicologi della Asl Napoli 1, ma richieste di poter partecipare sono arrivate anche da altre Asl della Campania. ''Vogliamo richiamare l'attenzione degli operatori sanitari su come affrontare queste tematiche - afferma Matarazzo - Arrivano nei pronto soccorso con lesioni fisiche, ma spesso è la violenza psicologica fa ancora più male''.

Alla base del corso, la considerazione dell'importanza di un'integrazione e di una comunicazione funzionale tra gli operatori dell'ospedale e gli psicologi dello sportello che raccolgono e integrano gli aspetti medici osservati con dati psicologici.

Tutto parte dalla volontà di creare uno spazio di confronto e condivisione che permetta di far emergere nei partecipanti i vissuti e le rappresentazioni relative al fenomeno della violenza di genere, collegate al proprio ruolo professionale e allo specifico ambiente di lavoro, affinché possano essere elaborate e riutilizzate in maniera funzionale e costruttiva.
(ANSA)

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