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Arrestato il cassiere-killer dei Casalesi. Era tra i cento latitanti più pericolosi

Vincenzo Schiavone, ricoverato in una clinica nell'avellinese, teneva in ordine i conti del clan e curava la contabilità delle attività criminali di cui erano vittime imprenditori e commercianti

E' finito in manette Vincenzo Schiavone, il cassiere-killer dei Casalesi arrestato la notte di Pasqua nel reparto del centro di riabilitazione di Sant'Angelo dei Lombardi, in provincia di Avellino.

Schiavone occupava una posizione di vertice nel clan di Francesco Schiavone, detto Sandokan. Dopo essere sfuggito nel 2008 ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere, era stato inserito nell'elenco dei cento latitanti più pericolosi.

Soprannominato 'o Copertone perché dopo aver ucciso le sue vittime ne bruciava i corpi in una discarica illegale di pneumatici, si trovava sotto falso nome da cinque giorni presso la struttura annessa all'ospedale irpino. Gli agenti del vice-questore di Avellino, Pasquale Picone, sono arrivati a lui dopo una serie di notizie e indagini svolte con il coordinamento della Dda di Napoli e il supporto dello sco, il servizio centrale operativo della polizia di Stato.

Oltre ad essere considerato un killer spietato, Schiavone teneva in ordine i conti del clan e curava la contabilità delle attività criminali - estorsione e usura in primis - di cui erano vittime imprenditori e commercianti della provincia di Caserta.

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