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Amendola

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L'atroce agonia di Vincenzo e la richiesta ai killer: "Vi chiedo pietà in ginocchio"

Nunziato, in carcere per l'omicidio di Amendola, ha raccontato particolari agghiaccianti sulla lenta agonia del 18enne, ucciso per aver intrattenuto una relazione con la moglie di un boss

Emergono dettagli inquietanti sulle ultime ore di vita di Vincenzo Amendola, il 18enne condotto nel campo agricolo di viale 2 Giugno di San Giovanni a Teduccio, per essere poi freddato da due colpi di pistola dai sicari, che non gli hanno lasciato scampo. 

Il giovane, colpevole di avere intrecciato una relazione con la moglie di un boss del clan Formicola, in carcere per altri reati, secondo le ricostruzioni rese da Gaetano Nunziato, accusato dell'omicidio di Vincenzo, avrebbe avuto una morte lenta e atroce.

Il 18enne infatti chiedeva in ginocchio pietà, piangendo, ma i suoi aguzzini non si sono fermati. Il primo colpo non è partito perchè la pistola si è inceppata, con il secondo è stato colpito allo zigomo. "Mi avete colpito a un occhio", sono state le parole rivolte da un Vincenzo insanguinato ai suoi carnefici, che hanno poi sparato l'ultimo e letale colpo alla tempia con una calibro 9x21, uccidendolo. Per accertarsi che Amendola fosse realmente morto, il suo corpo è stato anche preso a calci. Caccia ai complici di Nunziato.

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