Villa con terreno confiscato: diventerà la caserma della guardia di finanza

Si trova a Nola ed è grande oltre 700 metri quadri. La replica dell'avvocato della famiglia Somma

Il Tribunale di Napoli ha disposto, per un importo complessivo di circa 10 milioni di euro, la confisca di un’ampia unità immobiliare di oltre 700 metri quadri "riferibile al clan camorristico Somma", come spiega in una nota l'agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati.

L'immobile si trova a Nola a via degli Albertini ed è composto da una villa, da un capannone industriale, ex opificio, e da un vasto appezzamento di terreno utilizzato anche per l’allevamento di animali.

Il passaggio alla Guardia di finanza di Nola

Due giorni fa l’Agenzia Nazionale dei Beni confiscati alla criminalità organizzata ha proceduto all’attribuzione dei beni, tramite l’Agenzia del Demanio, alla Guardia di Finanza di Nola. Viene così devoluto alla comunità territoriale, a seguito di manifestazione di interesse della Guardia di Finanza, che lo destinerà a nuova sede del comando di reparto territoriale, un'area che "finora era l'emblema dell’attività del clan Somma-Rocca, egemone nell’area nolana", afferma  l'agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati.

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La replica dell'avvocato della famiglia Somma

"Sul provvedimento di confisca è stato presentato ricorso innanzi alla Corte di Cassazione per richiederne la revoca. Il giudizio è ancora pendente dinanzi ai giudici della Suprema Corte. Alla base della richiesta c'è la sentenza numero 4587 emessa dalla Corte d'Appello di Napoli il 12 aprile 2016. Le motivazioni di questa sentenza passata in giudicato rivelano la non esistenza del clan Somma-Ruocco in quanto tutti gli imputati per il reato di associazione mafiosa sono stati assolti. L'operazione che nel 2009 portò al sequestro del bene poi confiscato si basava proprio sulle accuse mosse a presunti membri del clan. Essendo il giudizio penale slegato dall'iter amministrativo che porta alla confisca, il penalista ha inteso far valere il diritto del suo assistito di riottenere l'affidamento del bene a seguito della sentenza penale definitiva che lo ha visto assolto. Tocca alla Corte di Cassazione adesso porre la parola finale sul caso".

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