Vigilante ucciso per una lite: pena sospesa per il 18enne

Gennaro Schiano morì dopo aver litigato con il giovane nella stazione “La Trencia”

Due anni con sospensione condizionale della pena. È questa la condanna inflitta dal tribunale di Napoli ai danni di Giorgio Landol, il 18enne che lo scorso 8 maggio uccise il vigilante Gennaro Schiano. Secondo il tribunale si è trattata di aggressione dolosa respingendo l'ipotesi della procura che aveva chiesto l'omicidio preterintenzionale. Per questo motivo la pena inflitta al giovanissimo è stata molto lieve e ha potuto godere di tutti i benefici di legge previsti. Probabilmente i magistrati hanno accolto la tesi del consulente incaricato secondo cui la morte del 64enne non sarebbe stata strettamente legata ai colpi subiti durante una lite.

La lite

Lite scaturita da futili motivi nella stazione “La Trencia”. L'uomo riprese il 18enne per aver messo i piedi su un sediolino del treno e il giovane reagì colpendolo e facendolo cadere su un marciapiedi. Il colpo provocò un trauma cranico che in un primo momento venne medicato in ospedale e considerato un trauma di pochi giorni. Ma dopo le dimissioni, Schiano accusò un grave malore che lo ridusse in coma e ne provocò la morte dopo mesi di agonia. Secondo la famiglia il giovane avrebbe colpito il 64enne consapevole della forza e della pericolosità dei suoi colpi poiché praticava kick-boxing. Diversamente ha ritenuto il tribunale di cui si attendono le motivazioni alla sentenza.

Il ricordo dei colleghi 

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