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Sabato, 24 Febbraio 2024
Cronaca Torre annunziata

Pendolare tra treni e bus, venti ore per raggiungere il lavoro: l'odissea di Antonio

Per anni da Torre Annunziata a Cesena per poche centinaia di euro con un figlio autistico a carico

Non c'è solo la storia della bidella che da Napoli ha deciso di fare la pendolare per lavoro a Milano per ammortizzare i costi di un eventuale affitto nel capoluogo lombardo. Sono tanti i giovani e meno giovani che cercano opportunità al di fuori della Campania con viaggi interminabili di ore e ore per raggiungere i posti di lavoro, per poi tornare al proprio focolare domestico. Così, settimana dopo settimana, per portare a casa lo stipendio (spesso l'unico nel nucleo familiare) per mantenere i propri cari.

"Anni di sacrifici per la mia famiglia"

Antonio Falanga per anni da Torre Annunziata ha intrapreso un viaggio interminabile, fatto di treni, circumvesuviane e pullman per acquisire punteggio come collaboratore scolastico (personale Ata). "Per 3-4 anni ho lavorato partime in una scuola di Cesena continuando a vivere in Campania. Partivo in treno il venerdì sera dalla stazione di Torre Annunziata il venerdì sera alle ore 20.00 per arrivare a Napoli. Da lì salivo su un bus arrivando poi alle 4.22 a  Bologna. Poi altro treno alle 5 del mattino per Cesena per giungere sul posto di lavoro alle 7:30. Suonata la campanella di fine lezione alle 13.30 tornavo a Napoli con Italo. Giunto alla stazione centrale circumvesuviana o bus per arrivare a casa ormai di sera stanchissimo". Era un vero e proprio "viaggio della speranza" quello compiuto da Antonio, come racconta a NapoliToday, per guadagnare poche centinaia di euro, spendendone 350-370. "Compravo i biglietti di viaggio mesi prima per risparmiare e se non trovavo l'offerta giusta aspettavo il mezzo di trasporto successivo", prosegue.

Il ritorno a Torre Annunziata

"Lavoravo per sei ore (il sabato) un solo giorno a settimana e non ho mai pensato di trasferirmi in Romagna perchè il mio primo figlio, che oggi ha 11 anni, è autistico e seguiva delle importanti terapie ad Ottaviano che non poteva interrompere e perciò ho preferito fare il pendolare. Poi, finalmente, dopo tanti anni sacrifici finalmente ho trovato lavoro nella mia Torre Annunziata, sempre come personale Ata, visto che mio figlio autistico ha la 104", conclude il 32enne, sposato e padre di tre figli, di 11, quattro e due anni.

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