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Cronaca

L'incendio degli stracci di Venere schiaffo in faccia a tutta la città di Napoli

Abbiamo voluto credere all'immagine oleografica di Napoli, ma legalità e sicurezza dove sono?

L'incendio della "Venere degli stracci" di Pistoletto è avvenuto in una zona piena di telecamere, davanti al Comune, a pochi passi dalla Questura, all'indomani dell'inaugurazione della stazione di interscambio Municipio, a una settimana circa dall'insediamento del nuovo questore. Chiunque lo abbia appiccato e qualsiasi sia stato il motivo, il segnale è assai inquietante, soprattutto perché la nostra è una città in cui è in corso, da sempre, un braccio di ferro tra legalità e illegalità, Stato e anti-Stato, rispetto delle regole e abitudine a una indistinta zona grigia dove tutto è - o comunque diventa - possibile.

Abbiamo voluto credere all'immagine oleografica di Napoli ormai riscattata da se stessa, finalmente capitale del turismo. Era il sogno di tutti noi napoletani. Ma l'arrivo a frotte di turisti entusiasti di vicoli, panni stesi e pizze, sancisce davvero la fine dei problemi - in termini di legalità e sicurezza - del nostro territorio?

VIDEO DELL'INCENDIO

Brucia e brucerà sempre l'anima di ogni madre di Napoli la morte di Francesco Pio Maimone, ucciso innocente e inconsapevole a pistolettate a Mergellina, cuore della movida estiva, mentre in compagnia degli amici stringeva tra le mani un bicchiere di plastica con dentro un drink. Dopo il clamore, e l'indignazione, suscitati dalla vicenda, nel fine settimana si fanno controlli in zona. È a pochi metri di distanza, nella zona dei locali eleganti, all'inizio di via Posillipo, che telecamere di sorveglianza riprendono un "ragazzo" in scooter che tira fuori una pistola e fa il tiro a segno con le auto in sosta. Ancora e sempre ragazzi - fin troppo spesso poco più che bambini - protagonisti dei fatti di cronaca. Vittime o carnefici, l'elenco è assai lungo.

Incendio "Venere degli stracci" - Foto Clemente NT

L'incendio della Venere, chiunque sia stato e qualsiasi sia il motivo, è un sonoro ceffone a questa nostra città per i suoi facili entusiasmi e i protagonismi strombazzati tra tagli di nastro e comparsate in passerella. È un monito a ritrovare l'umiltà della consapevolezza che nessun successo è per sempre e che la legalità non può essere smalto di facciata e neanche marketing, ma deve costituire ossatura e linfa. In ogni ambito o ambiente.

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