Cronaca

"Gli amministratori avvelenano la Campania": ecco come

La commissione ecomafie: "Il danno ambientale che si è consumato è destinato a produrre i suoi effetti in forma amplificata e progressiva nei prossimi anni con un picco che si raggiungerà fra una cinquantina d'anni"

Rogo tossico

"Gli amministratori avvelenano la Campania": è questo che emerge dalla relazione conclusiva sulla regione approvata all’unanimità dalla commissione ecomafie guidata dal senatore Gaetano Pecorella.

Come riferisce Daniela de Crescenzo dalle pagine del Mattino, nella relazione di circa 600 pagine si legge: "È evidente che il sistema risulta essere stato riprogrammato per far funzionare una macchina capace senz’altro di produrre profitti, ma destinata a non risolvere i problemi". E ancora: "Quanto l’inquinamento si sia trasferito nel terreno, quanto dal terreno ai prodotti alimentari, quanto dai prodotti alimentari all’uomo non è dato sapere con esattezza. Si tratta di danni incalcolabili, che graveranno sulle generazioni future". "Il danno ambientale - scrivono i parlamentari - che si è consumato è destinato, purtroppo, a produrre i suoi effetti in forma amplificata e progressiva nei prossimi anni con un picco che si raggiungerà fra una cinquantina d’anni». Ma ancora oggi "non esiste un sistema di gestione dei rifiuti reale in Campania".

Parole che fanno rabbrividere anche se, purtroppo, sono le stesse che tanta parte della cittadinanza ripete ormai da tempo (avendo una percezione ormai forte del reale dramma del territorio, di quell'area tra la provincia a nord di Napoli e quella a sud di Caserta ormai tristemente nota come 'La terra dei fuochi'), denuncia costantemente, proponendo anche soluzioni e piani alternativi, a basso impatto ambientale, rimanendo sempre inascoltata.

La relazione affronta i roghi tossici e del lucro che ne viene non solo alla malavita ma ad un intero ed enorme apparato che smaltisce illegalmente materiali pericolosi: non più solo grandi ditte e grandi impreditori del nord che, in accordo, con le organizzazioni criminali smaltiscono scarti industriali abusivamente risparmiando sui costi e violando la legge (e ogni forma di etica), ma anche "piccole ditte che in orari precisi, all’inizio e alla fine delle attività, smaltiscono plastica, stoffe e materiali vari. Queste imprese hanno bisogno di tale tipo di smaltimento in quanto lavorano in nero, e in questo entra la longa manus della camorra": sono queste le parole del comandante regionale del Corpo forestale dello Stato regione Campania, Vincenzo Stabile pronunciate nell’audizione del 9 ottobre 2012.

Per fare un rapido esempio, l'80% degli pneumatici smaltiti abusivamente, sono anche stati prodotti allo stesso modo: insomma chi lavora illegalmente, smaltisce poi illegalmente. Eppure ancora non ci sono i controlli necessari né di interventi seri per risolvere il disastro che stiamo pagando non solo in termini economici, ma soprattutto (e cosa molto più grave e importante) in termini di vite umane.
 

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