Cronaca

L'ex assessore Velardi insulta Don Patriciello: "E' un piccolo sciacallo"

L'attacco a Don Maurizio per essere contro l'inceneritore e 'lucrare visibilità sul dolore'. Forse l'ex consigliere di D'Alema è l'unico a non sapere che nei roghi tossici si bruciano scarti industriali e non rifiuti urbani

Maurizio Patriciello

Claudio Velardi, ex assessore regionale al Turismo e ai Beni Culturali "dell'era Bassolino" (e consigliere di D'Alema nel breve tempo in cui fu premier) si scaglia contro Don Maurizio Patriciello,  il parroco di Caivano noto per la sua battaglia contro l'avvelenamento delle province di Napoli e Caserta. Sul suo blog, Velardi scrive un post intitolato 'Fuochisti di Professione" in cui dà del 'piccolo sciacallo' a Don Maurizio e si prodiga in una difesa dei 'termovalorizzatori' come se il problema dei roghi tossici fosse legato ai rifiuti urbani.

Quando ormai se ne parla ovunque, Velardi sembra ancora non sapere che ciò che viene dato alle fiamme dalla mano criminale non è certamente il rifiuto urbano, ma scarti industriali frutto in particolare del lavoro nero (pellami, vernici, solventi, collanti, pneumatici, scarti edili, amianto ecc...) e che quindi ai roghi tossici non si risponde con gli inceneritori, ma con azioni concrete di controllo del territorio e di contrasto agli sversamenti illegali. Non è più solo una questione di scontro ideologico (inceneritori sì o no), ma di ciò che è utile e ciò che non lo è. 

Ecco cosa scrive l'ex assessore sul suo blog, riportiamo per intero il post: "Ora va molto di moda don Patriciello, nel napoletano. E’ un prete vestito d’azzurro. Organizza e dirige cortei contro i roghi, contro i termovalorizzatori, contro i politici, lo Stato, contro tutto. Protesta, invoca, si dispera, preferibilmente a favore di telecamere. Ma delle imponenti mobilitazioni che lancia non si conoscono gli obiettivi. Perché i cumuli di immondizia sono lì, a marcire per strada, per congiunte inadempienze di amministratori incapaci e di gente incivile. Perché i roghi che seguono non vengono appiccati dallo Stato ma dai cittadini (che siano più o meno camorristi, ce lo dicano le autorità competenti, nel frattempo i cittadini perbene denuncino). Perché l’immondizia da qualche parte va smaltita, e o fai i termovalorizzatori oppure fai arricchire con i nostri soldi olandesi e tedeschi, che con la monnezza campana bruciata ci campano (e bene, fino a prova contraria).

Ma lui ai termovalorizzatori si oppone. Lui preferisce andare a celebrare il funerale di una bambina “uccisa da una grave forma di leucemia infantile, altra piccola vittima del degrado ambientale di questa nostra terra” (così ha dichiarato qualche giorno fa il piccolo sciacallo, lucrando visibilità sul dolore della povera gente, decidendo lui – al posto di Dio o della scienza, fate voi – le ragioni di una morte). E, nel frattempo, mette insieme il caravanserraglio: amministratori locali al di sotto delle necessità, ragazzi che giocano alla rivoluzione, Zanotelli che si materializza ovunque ci sia un casino, donnone da pubblico televisivo, politici colpevoli che salgono sul carro, associazioni di produttori che “lanciano l’allarme”. Tutti in corteo, per “gridare la rabbia”. Quanto al da farsi, se ne occupino altri: Stato, regione. Purché portino altrove la monnezza (e ci diano pure un po’ di soldi, perché quelli non fanno mai male)".

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

L'ex assessore Velardi insulta Don Patriciello: "E' un piccolo sciacallo"

NapoliToday è in caricamento