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Cronaca

Vaiolo delle scimmie, Limone: "Niente allarmismi, anche se 100 casi in 12 Paesi sono motivo di preoccupazione"

Come si trasmette, come si cura e c'è il rischio di una nuova pandemia? Risponde il Direttore Generale dell’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno

Non bastava la pandemia Covid a turbare la nostra serenità, il vaiolo delle scimmie preoccupa, anche se Maria Van Kerkhove, capo della ricerca sulle malattie emergenti dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), ha spiegato nelle ultime ore che al momento non ci sono casi gravi segnalati. In Campania non sono ancora state segnalate persone colpite dal vaiolo delle scimmi e i casi in Italia sono per fortuna ancora pochi.

NapoliToday, dopo Perrella, primario del Cotugno, ha chiesto un parere anche al Direttore Generale dell’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno, Antonio Limone.

Quanto dobbiamo realmente preoccuparci per il vaiolo delle scimmie?
"Niente allarmismi, ma 100 casi (circa) confermati nell’ultimo anno in 12 Paesi non endemici sono motivo di preoccupazione per l’ECDC e l’OMS che raccomandano la tempestiva identificazione, gestione e tracciamento di nuovi casi in aree non endemiche. Finora i casi confermati avevano collegamenti con Paesi in cui la malattia è endemica e casi autoctoni in Paesi non endemici sono da considerare particolarmente “insoliti”.

Il Belgio ha imposto una quarantena di 21 giorni. Si potrebbe arrivare a tale misura anche in Italia?
"Il periodo di incubazione della malattia va da 5 a 14 giorni, fino ad un massimo di 21 giorni e per tale ragione la quarantena non può essere inferiore a 21 giorni. E’ corretta la disposizione del Belgio e anche in Italia si potrebbe stabilire lo stesso".

Con quali sintomi si manifesta e quali sono le differenze tra quello animale e quello umano?
"La malattia trasmessa, occasionalmente, dagli animali all’uomo si manifesta con febbre, mialgia, mal di testa, linfoadenopatia generalizzata, lesioni della mucosa orale e lesioni cutanee, quest’ultime generalmente localizzate alla cute delle mani, piedi e viso. Anche negli animali la malattia evolve con le lesioni cutanee che inizialmente sono rosse e piatte, per poi evolvere in pustole e croste".

E’ protetto chi si è sottoposto al vaccino contro il vaiolo?
"Chi è stato sottoposto alla campagna vaccinale globale contro il vaiolo nel periodo 1966-1967 è protetto contro il vaiolo delle scimmie (MPOX). Purtroppo la campagna vaccinale anti vaiolo fu interrotta nel 1977 in quanto il vaiolo fu dichiarato eradicato nel 1980 e oggi la presenza di un grossa fetta di popolazione priva di anticorpi e quindi suscettibile alla malattia, apre la strada alla ricomparsa di episodi da MPOX".

Come si trasmette?
Il contagio dell’uomo (accidentale) avviene attraverso il contatto diretto con i fluidi corporei, lesioni cutanee (pustole e croste) e goccioline respiratorie di animali infetti. Il virus si trasmette anche indirettamente attraverso il contatto con superfici e attrezzi (fomiti) contaminati. Il contagio “person to person” avviene attraverso contatti stretti con persone sintomatiche".

C’è una cura e si potrebbe pensare ad un vaccino aggiornato?
"Si, la cura è il vaccino e un antivirale (Tecovirimat) che è stato valutato efficace attraverso test sperimentali in vivo".

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