Cronaca

Il prof. Perricone sul vaccino antinfluenzale: "Discutibile farlo con l'emergenza Covid per le categorie a rischio"

"In caso di contemporaneità delle due virosi, il soggetto che ha praticato il vaccino si troverebbe sì protetto dall’influenza ma maggiormente esposto alla patologia da Coronavirus"

Corrado Perricone, Ematologo e già Responsabile del Centro di Riferimento Regionale per le Emocoagulopatie nella Regione Campania, Direttore della struttura complessa di immunoematologia A.O.R.N., già componente del Consiglio Superiore della Sanità, esprime i suoi dubbi sull'opportunità del vaccino anti influenzale sulle categorie a rischio in questa fase delicata dell'epidemia da Covid-19.

"Oramai è imminente la possibilità di dover affrontare contemporaneamente la pandemia da Coronavirus e l’influenza. Visto che alcune regioni vogliono rendere obbligatoria la vaccinazione agli ultra sessantenni, in caso di contemporaneità delle due virosi, il soggetto che ha praticato il vaccino si troverebbe sì protetto dall’influenza ma maggiormente esposto alla patologia da Coronavirus. Dobbiamo infatti sottolineare che il nostro sistema immunitario sarebbe totalmente rivolto alla produzione di anticorpi selettivi. Pertanto è ovvio che il vaccino stimola la produzione di anticorpi selettivi ovvero agisce contro virus specifici. Si pensa, e viene detto, che il vaccino antinfluenzale ha anche effetto positivo sul sistema immunitario globalmente e quindi anche sul Coronavirus. Tutto ciò, invece, potrebbe verificarsi solo qualora ci trovassimo in presenza di un’immunizzazione crociata, ovvero la produzione di anticorpi efficienti per l’influenza ed il covid-19, ipotesi sperata, ma mai dimostrata scientificamente, così come è avvenuto in passato per tutte le virosi. La tanto decantata riduzione dei morti nel periodo influenzale scorso, è dovuta solamente al distanziamento sociale e all’igienizzazione delle mani che hanno fatto da barriera. Il virus antinfluenzale è determinato dal ceppo A-H3N2 che fa parte di uno dei 4 componenti del vaccino antinfluenzale in commercio. E’ opportuno sottolineare che il nostro sistema immunitario dopo i 50 anni va incontro ad una fisiologica senescenza che lo rende meno efficace. Purtroppo la maggior parte delle persone non sa che il vaccino antinfluenzale quest’anno è quadrivalente e nessuno sa che uno solo dei componenti del vaccino, e cioè A-H3N2, è efficace ai fini della protezione influenzale, gli altri componenti del vaccino stesso provocano solamente una stimolazione anticorpale, inutile perché stimola la produzione di anticorpi non selettivi e quindi inefficaci nei confronti del Coronavirus. Sarebbe opportuno, ancor prima della somministrazione del vaccino, un controllo del sistema immunitario attraverso esami specifici, come la tipizzazione linfocitaria, soprattutto negli over cinquanta", spiegano il prof Corrado Perricone e il Dott. Fabio Perricone, Ginecologo, Master II livello in Medicina della Riproduzione, Andrologia Endocrinologia - Medicina Clinica e Sperimentale.

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