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Covid, Colao: "Ritardare la somministrazione delle seconde dosi coprendo con la prima più cittadini possibili"

"Per uscire il più velocemente possibile da questa situazione non dovremmo affidarci solo a chiusure e restrizioni, ma capire come vaccinare velocemente il più ampio numero possibile di persone"

"Mi fa molto piacere che anche un membro del CTS come il collega Lo Palco sia arrivato ad una tesi sulla quale cerco di sensibilizzare il più possibile, non solo l'ambiente medico e accademico, ma anche l'opinione pubblica e i media per quanto mi è possibile. Per uscire il più velocemente possibile da questa situazione non dovremmo affidarci solo a chiusure e restrizioni, ma capire come vaccinare velocemente il più ampio numero possibile di persone. Una strada da percorrere potrebbe essere proprio quella di ritardare la somministrazione delle seconde dosi, coprendo con la prima più cittadini iniziandoli, così, a proteggere". E' il post Facebook pubblicato da Annamaria Colao, professore ordinario al dipartimento di endocrinologia e oncologia molecolare e clinica dell’Università Federico II, segnalata nella lista dei cento migliori scienziati italiani nel mondo. 

La luminare napoletana aveva già avanzato tale suggerimento di ritardare la seconda dose per coprire più velocemente più persone possibili e come spiega nella nota social, ora anche un membro del CTS come Lo Palco è arrivato alla medesima conclusione, visti anche i ritardi nella consegna delle dosi in Italia.

Il post di Lo Palco

"No, non è uno slogan da Cetto Laqualunque. E' esattamente il cambio di passo che serve subito per cambiare il corso della pandemia. E poiché per ricevere più vaccini da chi li produce ci vorrà tempo non ci resta che usare meglio quelli che abbiamo (o avremo il prossimo mese) nei nostri frigoriferi.

Come fare? Semplice, con sole due mosse, a parità di dosi ricevute, potremo vaccinare più persone:

1. Abolire le assurde distinzioni fra i vari vaccini. Sono tutti buoni, possono tutti essere usati per tutte le categorie e tutte le età. La restrizione del vaccino AstraZeneca assurdamente imposta da AIFA, nonostante EMA lo abbia autorizzato per TUTTI al di sopra dei 18 anni di età, sta producendo un rallentamento inaudito;

2. Spostiamo il richiamo, per TUTTI i vaccini, a 12 settimane. Una dose di vaccino conferisce una buona protezione dalla malattia grave. Meglio avere due persone protette subito al 65% che una persona protetta fra un mese al 90%.

Sono due mosse a costo zero. Anzi no, a costo di un briciolo di coraggio da parte di chi deve prendere questa decisione".

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