Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Mamma e figlia arrestate per usura: in casa avevano più di 160mila euro

Nel giro era coinvolto anche un loro congiunto, poi deceduto

La Polizia di Giugliano – Villaricca ha eseguito due arresti in carcere, emesse dal Gip presso il Tribunale di Napoli Nord su richiesta di questa Procura della Repubblica, a carico di due donne, madre e figlia, residenti in Villaricca, accusate di usura, estorsione, violenza privata aggravata. Le due donne risultano indagate per il reato di usura in concorso con un altro soggetto, loro congiunto (poi deceduto durante le indagini), già condannato pe reati analoghi.

Dalle indagini, iniziate a seguito della denuncia di un soggetto vittima di usura, condotte anche attraverso attività di intercettazione, è emerso con chiarezza come i soggetti concedessero prestiti ad amici, parenti, conoscenti, dietro pagamento di interessi usurari, obbligando le vittime a versare periodicamente rate a solo titolo di interessi sul debito.

Nel caso specifico, a fronte di un prestito di 10.000 euro, la vittima si è ritrovata a restituire, obbligata, una somma pari ad oltre 26.000 euro nell'arco di due anni. Nonostante ciò, gli indagati ritenevano che la stessa vittima dovesse ancora restituire metà del prestito ricevuto. Oltre al denaro, la vittima è stata costretta anche a consegnare grossi quantitativi di beni alimentari, recapitati gratuitamente ogni settimana.

Le indagate, con chiaro intento intimidatorio, nel rapportarsi alla vittima facevano a più riprese riferimento al suicidio, avvenuto nel luglio 2018, di un imprenditore vessato dalle continue richieste usurarie ed estorsive avanzate proprio dal loro congiunto poi deceduto. In tal modo la persona offesa veniva intimorita.

Contestualmente all'arresto sono state disposte ed eseguite perquisizioni a carico delle due indagate, presso l'abitazione dell'originario coindagato recentemente deceduto, nonché nei confronti di altri due soggetti a vario titolo coinvolti nelle indagini, al fine di acquisire ulteriori elementi di prova. Le attività davano positivo riscontro, consentendo di rinvenire presso l'abitazione delle due donne, tra le altre cose, una considerevole somma di denaro, occultata in vari punti della casa, per un importo complessivo superiore ai 160.000,00 euro.

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