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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca

Unico Campania verso l'affondamento: pendolari sul piede di guerra

La delibera: dal primo gennaio l'introduzione di nuovi titoli di viaggio integrati per singole aziende. L'ad Sannino: "Le aziende introiteranno di meno e al cittadino verrà dato un beneficio ingannevole"

Amarezza e preoccupazione sul fronte trasporti. L'ultimo colpo inferto agli utenti: si va verso l’affondamento graduale di Unico Campania. Dal primo gennaio "si distrugge la tariffazione integrata che aveva portato enormi benefici al trasporto pubblico locale, come l'aumento di viaggiatori (da 250mila a 747mila) e di introiti da (40 a 110,5 dei vecchi miliardi di lire", ha fatto sapere l’ad di Unicocampania Antonietta Sannino. Per il segretario regionale pd Enzo Amendola: "Con questa delibera si realizza l'ennesima tappa di una guerra dichiarata dall’assessore ai lavoratori delle aziende e ai cittadini a cui non è garantito il diritto alla mobilità". Il risultato: i pendolari, già stremati da tagli alle corse e disservizi, ora dovranno affrontare una nuova guerra.

COSA PREVEDE LA DELIBERA - Si parla dell’introduzione di nuovi titoli di viaggio integrati per singole aziende tramite accordo da stipularsi entro il prossimo 30 novembre. Prevista anche la riduzione del 10 per cento sui singoli biglietti sin dal prossimo primo gennaio, quando tutto cambierà.

NON CI SARA' UN MAGGIORE RISPARMIO PER GLI UTENTI - L'amministratore di Unico Campania è convinto: "Ci sarà il collasso delle aziende e della tariffazione integrata. La delibera riporta a successivi accordi con le altre istituzioni che hanno lasciato la Regione fare di tutto e di più affinché lo sfascio avvenisse, in un silenzio assordante. Le aziende introiteranno di meno e al cittadino verrà dato un beneficio ingannevole perché tra un mese il trasporto si ridurrà ancora". In consiglio regionale il Pd chiede ora un’audizione in commissione trasporti dell’assessore Vetrella. Per il capogruppo Umberto Del Basso De Caro e i consiglieri Antonio Amato e Mario Casillo: "Non è possibile che si proceda con una delibera a cancellare il titolo unico di trasporto in Regione senza alcun passaggio in Consiglio. È l’ennesimo atto di arroganza da parte della Regione".



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