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Udienza Ugo Russo, nuovo rinvio: nessuna nuova perizia

Il gup ha rimandato al 23 maggio la decisione sull'eventuale processo a carico del carabiniere che esplose i colpi di pistola che causarono la morte del 16enne

Tutto rinviato al 23 maggio e stavolta dovrebbe essere l'udienza buon per decidere una volta per tutte se il carabiniere Christian Brescia andrà a processo per la morte di Ugo Russo e con quale capo d'accusa. Il terzo atto di questa lunghissima udienza preliminare ha fatto registrare il no del gup alla richiesta della Procura di ripetere le due perizie, quella balistica e quella medica. Richiesta che sarebbe stata avanzata il 9 marzo scorso dagli stessi pm che hanno condotto le indagini per 30 mesi e che hanno chiesto un rinvio a giudizio per omicidio volontario aggravato. 

L'udienza preliminare è cominciata il giorno 8 febbraio 2023. In quell'occasione, il gup acconsentì alla possibilità che le parti ascoltassero il perito balistico della Procura, la cui analisi ha contribuito affinché i sostituti procuratori Simone de Roxas e Claudio Siragusa traessero le loro conclusioni: la notte del 1 marzo 2020, Ugo Russo sarebbe stato colpito con tre proiettili di cui uno alla testa, mentre era in fuga e di spalle. Il tecnico è stato ascoltato il 9 marzo, ma al termine dell'udienza è arrivata, a sorpresa, la richiesta di ripetere la perizia, insieme a quella medica che aveva sancito la morte sul colpo del 16enne. 

Oggi, 27 aprile, è arrivata la decisione del gup: nessuna nuova perizia, si va avanti con quelle già raccolte. Il 23 maggio, nel quarto atto dell'udienza preliminare, il giudice dovrà valutare una volta per tutte la richiesta di rinvio a giudizio per omicidio volontario aggravato a carico di Christian Brescia. Secondo quanto ricostruito dai pm, il carabiniere, dopo aver subito un tentativo di rapina da parte di Ugo Russo, armato di pistola (rivelatasi poi giocattolo), avrebbe esploso tre colpi di pistola. Il primo e il secondo dall'interno della sua vettura, ferendo il ragazzo alla spalla, il terzo sarebbe stato esploso dall'esterno, mentre Ugo era in fuga e, quindi, di spalle. 

"Noi abbiamo fiducia nella giustizia e aspettiamo la decisione del giudice. Aspetteremo con fiducia il 23 maggio, consapevoli che chi sbaglia deve pagare" le parole di Enzo Russo, papà di Ugo, all'uscita dal Tribunale di Napoli.  

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