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Domenica, 5 Dicembre 2021
Cronaca

Cercasi disperatamente “positività e gentilezza”: "Gli sportelli pubblici non sono tutti uguali"

"Vi racconto cosa mi è accaduto, sono rimasto sorpreso"

Quando ci capita di ascoltare le notizie offerte dai vari telegiornali o dalle stesse agenzie stampa, non possiamo evitare di notare la proposta di un’immagine raffigurante un mondo ostile dove il “male” è presente ovunque e mostra prepotentemente la crudezza delle sue azioni. Questo per non parlare dell’offerta “ludica” di intrattenimento: per la maggioranza assistiamo a films di guerra e polizieschi dove l’omicidio, la prevaricazione, le violenze più stupide e gratuite la fanno da padrone. Il tutto offerto con un realismo e una ricchezza di particolari a dir poco maniacali. La cosa peggiore è che nel dualismo ”bene e male” i confini e le posizioni sono confuse. Intendiamoci, non voglio dire che la realtà sia tutta “miele e zucchero filato”, ma è certamente migliore –e di molto– di quanto si rappresenta. Anch’io, sulle pagine di questo quotidiano, espongo prevalentemente punti deboli e poco aulici dell’umanità aderendo ad uno degli scopi della “stampa” che è quello di vigilare sulla società portando alla luce i difetti affinché siano risolti. A mia discolpa vi dirò che generalmente cito fatti che, con un poco di buona volontà, potrebbero e dovrebbero essere risolti felicemente. Il fine è esporre qualcosa perché sia compresa e corretta. Svolgiamo adeguatamente questa funzione? La domanda che mi sono posto è: ma le “buone” notizie fanno audience?. Ciò, quando accade, fa del giornalismo una nobile professione. Credo però sia giusto porre l’attenzione anche sui bei momenti della nostra vita, o più semplicemente sulle “buone” notizie. Una notizia in positivo talvolta finisce per apparire a molti banale, ma non solo questo giudizio è molto spesso errato, ma ancor più spesso danneggia la società fornendo esempi da enulare a quanti eticamente e moralmente meno strutturati. Chi legge deve anche poter trovare un orizzonte più tranquillo e magari qualche buona ispirazione. Sì, perché le buone notizie sono contagiose e utili, certamente più delle “brutte”. Effetto secondario, ma non di secondo ordine è che ci spinge al buon umore… ed di questi tempi non è poca cosa. È per questo che oggi voglio semplicemente esporre quella che per me è stata una piacevole sorpresa.

Sportelli pubblici 

La prima domanda è, visto che oggi è “la giornata delle domande” se trovare persone responsabili, gentili e preparate sia un’eccezione? Ammetto di avere dei preconcetti e se penso alla pubblica amministrazione, direi di sì… e ovviamente sbaglierei nel generalizzare… La vita è piena di sorprese. In genere, e senza addentrarmi nelle motivazioni, quando mi reco allo sportello di un ufficio pubblico, resto quasi sempre colpito dai modi sgraziati e insofferenti degli impiegati. Ti danno sempre l’impressione che sei là per distrarli da chissà quali cose importanti stavano svolgendo. Le risposte alle più semplici domande sono spesso superficiali, di poco aiuto e, alla fine, non ti resta che pellegrinare da uno sportello all’altro fino a trovare qualcuno che forse impietosito e dopo aver ampiamente sbuffato, ti ascolti e risolva la questione. Ecco perché per me fa notizia trovare un ufficio con personale sereno e disponibile.

È per questo che racconto di questa “grande” notizia! Dunque… qualche giorno fa mi sono recato all’anagrafe dell’ASL Napoli 1 in via A. Vespucci (vico Farina a Loreto) per risolvere alcuni problemi burocratici e… nonostante il brutto tempo è apparso il sole! Tutto è andato come non pensavo mai potesse accadere. Già alla prima e semplice domanda di dove dovessi andare per risolvere i miei “problemuci”, è apparso un agente della guardiania cortese e disponibile che mi ha immediatamente indirizzato al giusto sportello. Arrivato al desk una prima funzionaria mi ha chiesto di cosa avessi bisogno e, vista la faccenda non proprio lineare mi ha indirizzato al responsabile dell’U.O.A.S.B. (Unità Operativa Assistenza Sanitaria di Base). Varcata la porta dell’ufficio mi ha accolto il dirigente, il dott. Domenico Raia. Lo ha fatto con il sorriso, spiegandomi i motivi della mia situazione e alcune analogie, poi mi ha esposto quanto si poteva fare per tentare di risolvere la questione+. Mi direte che ha fatto il suo dovere. Certo, ma un sorriso in più fa la differenza. Quello stesso sorriso che ho trovato allo sportello dell’anagrafe, dove funzionarie e dipendenti si sono adoperate per risolvere i problemi. Hanno così mostrato di essere parte di un progetto di civiltà e assistenza reale al cittadino. Premesso che non conoscevo nessuno, ho avuto il piacere di conoscere persone dedite al lavoro con pazienza e onestà intellettuale. Le ringrazio tutte per la professionalità e quel “di più”che fa la differenza tra le persone. Basta poco a creare momenti costruttivi e, vi confesso che per un po’ di tempo mi piacerebbe scrivere solo di queste esperienze e dimenticare lo schifo di questo mondo. Credo tutti ne abbiano bisogno.

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