Rapinatore 17enne ucciso da polizia, nessuna sparatoria: aveva arma giocattolo

Una seconda versione della vicenda ha escluso la sparatoria. Lo stesso complice della vittima, il 18enne Ciro De Tommaso, non è rimasto ferito come pure in un primo momento si era detto

Ansa

È da chiarire la dinamica di quanto avvenuto stamattina, alle 4.30 circa, tra via Duomo e via Marina. Secondo quanto sta filtrando in queste ore, il rapinatore 17enne morto non sarebbe rimasto ucciso nell'ambito di un conflitto a fuoco con i Falchi della polizia.

AGGIORNAMENTO: CHI ERA LA VITTIMA

Starebbe emergendo infatti una diversa versione di quanto inizialmente era filtrato. In due, con il volto coperto da casco, uno armato di pistola - che pare fosse giocattolo - avevano minacciato tre persone in un'auto ferma a lato della strada perché consegnassero loro soldi e smartphone. La polizia notando la scena è entrata in azione e nel corso del suo intervento - per circostanze da chiarire - L.C., di 17 anni, sarebbe rimasto ucciso. Il complice di quest'ultimo, Ciro De Tommaso, 18 anni già compiuti e figlio di Genny 'a Carogna, non è rimasto ferito come pure si era detto in un primo momento.
Si trova ora in Questura davanti al pubblico ministero.

Entrambi, il 17enne ed il 18enne, erano già conosciuti alle forze dell'ordine. L'arma giocattolo utilizzata per la rapina è stata sequestrata e lo scooter utilizzato è risultato essere rubato.

Anche le tre vittime del tentativo di rapina sono state sentite in Questura per ricostruire la dinamica dei fatti.

Le prime notizie sulla vicenda

Il messaggio di Giuliano e Gabrielli

Così, a proposito di quanto riferitogli da Franco Gabrielli, il Questore di Napoli Alessandro Giuliano: "Il Capo della Polizia, con cui sono in costante contatto e che segue attentamente la vicenda, pur nel pieno rispetto degli esiti dei doverosi accertamenti della Magistratura e dell’umana pietà per la morte di un ragazzo, mi ha raccomandato di rinnovare la sua vicinanza e il sostegno agli operatori della Polizia di Stato come delle consorelle forze di polizia che sono chiamati, rischiando la vita, ad affrontare un contesto criminale diffuso ed estremamente pericoloso".

Mosap: "Evitare sentenze verso le forze dell'ordine"

Fabio Conestà, segretario generale del Movimento Sindacale Autonomo di Polizia (Mosap), ha affidato ad una nota le sue considerazioni. "Ancora una volta la cronaca ci restituisce una triste pagina di storia – scrive – e ci ricorda quanto sia importante la presenza e la risposta dello Stato in taluni ambienti in cui dominano criminalità e assenza di regole. A 17 anni, il sabato sera, si dovrebbe vivere una sana spensieratezza tra amici e non rapinare automobilisti".

"La dinamica dei fatti – prosegue Conestà – non è ancora chiara. Pertanto, ci aspettiamo che i professionisti dei processi mediatici non cavalchino la vicenda per emettere le solite sentenze di condanna nei confronti delle forze dell'ordine. In questo delicato momento sia per i colleghi che per i famigliari della vittima occorre che tutte le forze siano concentrate verso un unico e comune obiettivo: la ricerca della verità".

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