rotate-mobile
Sabato, 15 Giugno 2024
Cronaca

Terra dei Fuochi, in 11 comuni si muore di più per tumore: "516mila persone a rischio"

Il Coordinamento Comitati Fuochi: "Necessario subito controllo dei terreni agricoli e non agricoli, analisi a tappeto di prodotti agricoli, dell'acqua potabile e di pozzo, dell'aria e dei territori dove vengono appiccati i roghi"

Uno studio del Pascale conferma l'aumento dei tumori nella Terra dei Fuochi, in particolare per quanto riguarda i casi di cancro al polmone, al colon-retto, al fegato e alla mammella.

"In 11 Comuni del Napoletano e del Casertano si muore di più per patologie oncologiche: 516.000 persone a rischio! E loro si nascondono dietro la foglia di fico della ricerca del nesso di causalità" denuncia il Coordinamento Comitati Fuochi

"Sono anni - scrivono gli attivisti - che nelle province di Napoli e Caserta la gente verifica, sulla propria pelle, e sulla pelle di amici e parenti, un aumento dell’incidenza di neoplasie, malattie respiratorie, problemi tiroidei e malformazioni congenite. Sono anni che dalle industrie del nord Italia, e non solo, vengono sversati, scarti di lavorazioni industriali nelle campagne della nostra terra. Sono anni che mani criminali, al servizio di menti criminali, appiccano roghi per smaltire il materiale sversato. E sono anni che, alcuni medici, alcuni preti e alcuni cittadini, stanno cercando di allertare le istituzioni e la popolazione su quello che sta avvenendo".

"Il muro di gomma istituzionale - continuano gli attivisti -, evidentemente connivente con la criminalità organizzata, ribatte: “Non ci sono dati di aumenti di incidenza e di mortalità per patologie oncologiche. Non ci sono nessi di causalità tra patologie oncologiche e rifiuti. Non è vero che state morendo più di prima. Se casomai vi capitasse di morire di più è solo per i cattivi stili di vita che voi casertani e napoletani adottate”. E allora , capita che a volte le ricerche si fanno in altro modo. Senza aspettare ulteriori analisi di registri tumori, attivati consapevolmente e colpevolmente in ritardo, purtroppo.

Ultimi dati sono quelli elaborati, durante i primi tre mesi del 2014 , dall’equipe di epidemiologia dell’Istituto dei Tumori Pascale di Napoli. Non si tratta di dati privati dell’istituto. Si tratta di dati ISTAT . Dai Dati Istat, relativi a due trienni 2000-2002 e 2006-2008, emerge che in alcuni comuni del casertano e del napoletano si muore di più di tumore, rispetto ad altri Comuni della Campania, soprattutto di patologie oncologiche al colon e al polmone. «Per valutare eventuali eccessi di mortalità sono stati calcolati i rapporti standardizzati di mortalità (X100) (SMR) e relativo intervallo di confidenza al 95%, usando come riferimento la regione Campania nei trienni 2000-2002 e 2006-2008».

La popolazione maschile di Afragola, Arzano, Caivano, Giugliano, Quarto, Orta di Atella e S.Maria Capua Vetere presenta eccessi di mortalità per tumori al polmone che vanno dal 24% al 49%. Inoltre la popolazione maschile di Afragola, Casalnuovo , Qualiano e S.Maria a Vico presenta nei due trienni considerati eccessi di mortalità per tumori al colon che vanno dal 30 al 53%. La popolazione femminile muore di più di patologie oncologiche nei comuni di S.Maria Capua Vetere e Torre del Greco.

Chiediamo che, a partire da questi 11 Comuni, vengano IMMEDIATAMENTE attivate misure di protezione della salute della popolazione. Si rende necessario SUBITO l’attuazione di un controllo dei terreni agricoli e non agricoli degli 11 Comuni. Si rendono necessarie analisi a tappeto di prodotti agricoli, dell’acqua potabile e dell’acqua dei pozzi. Si rende necessario l’analisi dell’aria ed un controllo costante dei territori dove vengono appiccati i roghi. Basta essere utilizzati come cavie di questo strano esperimento criminale che vede a braccetto industrie e politica".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Terra dei Fuochi, in 11 comuni si muore di più per tumore: "516mila persone a rischio"

NapoliToday è in caricamento