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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca

Truffe a mense scolastiche e ospedali: imprenditori e dirigenti sanitari in manette

Gli indagati avevano dato vita a un'associazione per delinquere. Somministrati alimenti e prodotti diversi da quelli stabiliti nelle gare d'appalto ad alunni delle scuole e degenti di strutture ospedaliere

Sei misure cautelari sono state eseguite, a Napoli, dai Carabinieri nei confronti di imprenditori, dirigenti sanitari ospedalieri e ausiliari sanitari accusati di una serie di reati contro la pubblica amministrazione nella fornitura a mense scolastiche e ospedaliere. Le misure sono arresti domiciliari, obblighi di dimora e sospensione dai pubblici uffici per associazione per delinquere, corruzione, truffa, frode nelle pubbliche forniture, falso e turbata libertà degli incanti.

L'operazione è scattata stamani, al termine di indagini coordinate dalla Sezione Reati contro la Pubblica Amministrazione della Procura della Repubblica di Napoli e condotte dai Carabinieri del Comando Provinciale e del Gruppo Carabinieri Tutela per la Salute di Napoli. Oltre alle misure cautelari, sono state eseguite 53 perquisizioni personali e domiciliari nei confronti di 53 persone fisiche o giuridiche e in enti pubblici e locali.


LE INDAGINI - Gli indagati avevano dato vita a un'associazione per delinquere che, dal 2009, si era resa protagonista di numerosi reati contro la pubblica amministrazione, riconducibile - secondo l'accusa - a una società, la Puliedil srl, che opera nel settore delle mense scolastiche e ospedaliere. I delitti - stando all'ipotesi dell'accusa - sono stati messi in campo grazie alle collusioni e alla compiacenza di pubblici funzionari, i quali non avrebbero fatto gli accertamenti nei confronti della società. Gli episodi di corruzioni sarebbero avvenuti sia nel corso del procedimento amministrativo relativo alle gare d'appalto bandite dagli enti locali (in questo caso - secondo l'accusa - anche grazie alle collusioni di amministratori locali), sia durante la gestione dei servizi di refezione forniti a seguito dell'aggiudicazione degli appalti (in questa circostanza - sempre secondo l'accusa - con la compiacenza di funzionari sanitari delle ASL). In particolare, alla fine sarebbero stati somministrati alimenti e prodotti diversi, per quantità e qualità, diversi da quelli stabiliti nelle gare d'appalto ad alunni delle scuole e degenti di strutture ospedaliere. (Ansa)

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