Sabato, 13 Luglio 2024
L'inchiesta

Come funzionano le truffe agli anziani: tutti i ruoli e le azioni, passo dopo passo

Un'inchiesta della procura di Roma ha ricostruito come agiscono i truffatori napoletani in trasferta

Esistono strutture collaudate con ruoli e operazioni da compiere per portare il piano a termine. Dei gruppi che, con azioni da film, riescono a sottrarre migliaia di euro ad anziani inermi in giro per l'Italia. In tutto il Centro-Nord, senza tralasciare Puglia e Basilicata, e i protagonisti sono nella quasi totalità dei casi, napoletani. A ricostruire il loro modus operandi è stata un'inchiesta della procura di Roma che ha portato in manette 10 persone, tutte napoletane, accusate di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, estorsione e rapina. Le carte dell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip Alessandra Arturi spiegano in maniera paradigmatica come lavorano le bande delle truffe agli anziani, delineando con dovizia di particolari ruoli e metodi.

Come funziona la truffa 

In linea generale la truffa segue sempre gli stessi step. Qualcuno contatta la vittima telefonicamente prospettandogli un problema economico di un familiare e la necessità di un suo intervento risolutore tramite il pagamento di una somma di denaro e l'utilizzo di preziosi. Dopo aver spiegato la situazione, avvisa la vittima che di lì a poco passerà presso la sua abitazione una persona di fiducia incaricata di prelevare il denaro o i preziosi. Infine arriva il complice nell'abitazione della vittima a prendere il denaro e se possibile a ottenerne altro fingendo di essere in contatto telefonico con il parente sfortunato. Una dinamica consolidata facendo leva sul legame familiare e sull'ansia che sopraggiunge nella vittima che non ha il tempo di pensare. Dietro questi passaggi, che possono sembrare semplici e facilmente arginabili dalle vittime, in realtà c'è un lavoro preparatorio e un'organizzazione strutturata che le carte dell'inchiesta spiegano dettagliatamente e che può valere per tutte le altre truffe perpetrate in giro per l'Italia.

La preparazione e i ruoli 

Per prima cosa esistono dei membri del gruppo addetti all'individuazione della vittima attraverso una vera e propria attività di screening. Gli elementi della banda che hanno questo compito studiano le possibili vittime catalogandole in base all'età, alla zona di residenza, allo stato di famiglia e valutandone le condizioni economiche e i criteri di vulnerabilità. Il tutto avviene accedendo ad apposite banche dati che, una volta filtrate, vanno ad alimentare un'altra banca dati ma questa volta criminale. Una volta individuata la vittima prescelta, il secondo passaggio è quello di individuare tutte le utenze mobili e fisse in uso sia alla vittima stessa che ai suoi familiari più vicini. Le utenze servono per due motivi: quello essenziale di contattare la vittima e il secondario e più raffinato di tenere occupati, mentre la truffa si sta compiendo, tutti quei numeri di telefono a cui la vittima potrebbe rivolgersi in caso di dubbio o per chiedere aiuto.

In questo modo la persona scelta finisce per essere isolata e in balia dei truffatori. Rintracciati tutti i possibili numeri telefonici si passa ai sopralluoghi. Altri membri dell'organizzazione si recano sul posto per valutare tutti i possibili dettagli logistici per la riuscita della truffa. Altri ancora, invece, hanno il compito di procurarsi le utenze telefoniche in uso ai truffatori e che verranno cambiate costantemente per non essere rintracciato. Altro aspetto logistico importante è dato dal noleggio di auto da utilizzare nel corso della truffa. Una volta studiato il “terreno” sul quale saranno chiamati a operare e procuratisi tutti gli strumenti necessari, i truffatori passano alle telefonate.

Le centrali operative e le squadre sul “campo”

Gli investigatori classificano con il ruolo di “telefonisti”, appunto, coloro che si occupano di chiamare la vittima. Si segue il copione, generalmente un finto nipote in difficoltà, da qui il nome della “truffa del finto nipote”. Le telefonate vengono monitorate costantemente dai “coordinatori”. Il loro ruolo è muovere le pedine sul campo in base allo sviluppo della telefonata. Quest'ultimo ruolo è fondamentale perché permette alla truffa di compiersi adattandosi alle condizioni che emergono dalla telefonata, fornendo dettagli a chi opererà sul campo e rendendo così la loro figura affidabile agli occhi della vittima, grazie alle informazioni estorte al telefono. Sia telefonisti che coordinatori operano in “centralini” costituiti ad hoc che si avvalgono di postazioni sia telefoniche che virtuali in modo da poter veicolare velocemente le informazioni.

Generalmente il reparto “tecnico” non segue sul posto gli autori materiali della truffa e, come in questa inchiesta, lavorano dalla città di provenienza, Napoli in questo specifico caso e in tanti altri, come documentato da decine di arresti negli ultimi anni. La “squadra” che invece lavora sul campo è composta dai “riscossori” e dai “fiancheggiatori”. I primi sono coloro che materialmente riscuotono il denaro e utilizzano i secondi per riuscire a ottenere anche di più rispetto alla cifra inizialmente pattuita. Il “fiancheggiatore” ha il compito sul campo di aggravare la situazione o semplicemente, una volta entrato in casa, di rubare materialmente il denaro o i preziosi presenti sul posto. Una volta sottratti alla vittima il denaro contante o gli effetti personali e i preziosi, ci sono membri dell'organizzazione che hanno il compito di custodirli e di rivendere i beni che possono essere rimessi sul mercato, gestendo così la cassa del gruppo.

L'inchiesta di Roma e i ruoli degli indagati 

Un ingranaggio perfetto in cui i protagonisti hanno anche diversi ruoli come dimostrato nell'inchiesta romana. Entrando nel dettaglio dei protagonisti dell'inchiesta della procura capitolina, che si riferisce a truffe che vanno dal 21 marzo 2023 al 21 giugno 2023, i ruoli sono i seguenti. Antonio Pestorino viene considerato il promotore e l'organizzatore del gruppo oltre che coordinatore e telefonista; Alessandro Bara viene considerato stretto collaboratore di Pestorino, organizzatore, coordinatore e telefonista; Luca Pestorino, persona di fiducia di Antonio, telefonista e coordinatore; Vincenzo Benincasa, telefonista e collaboratore di Pestorino; Mario Mazzola, riscossore, telefonista e sempre stretto collaboratore di Pestorino; Andrea De Martino, procacciatore delle auto a noleggio da utilizzare durante le spedizioni, oltre che coordinatore e telefonista. Carlo Tolomello, Antonio Mosolino, Salvatore Donnarumma e Leopoldo Rignani erano, infine, i “riscossori”.

Per ulteriori approndimenti sull'indagine odierna ROMATODAY

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