Truffe ai danni di anziani nel brindisino, sei arresti a Napoli

I sei sono indagati a vario titolo per i reati di associazione per delinquere finalizzata alle truffe aggravate. Si fingevano avvocati o carabinieri

(foto di repertorio)

I Carabinieri della Compagnia di San Vito dei Normanni (Brinidisi) coadiuvati nelle fasi di localizzazione ed esecuzione dalle Compagnie Carabinieri di Napoli-Centro, Napoli-Vomero, Napoli-Stella, Napoli-Poggioreale, Casoria e Torre del Greco, hanno dato esecuzione all’ordinanza applicativa della misura della custodia cautelare in carcere e degli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Brindisi, nei confronti di sei soggetti tutti residenti nella provincia di Napoli e indagati a vario titolo per i reati di associazione per delinquere finalizzata alle truffe aggravate, nonché truffa e tentata truffa aggravata in concorso. 

In particolare, due dei sei soggetti (un ventenne e un ventisettenne napoletani) sono stati trasferiti in carcere. Gli altri quattro (un ventinovenne, un ventiquattrenne e un ventunenne di Napoli, con un quarantaduenne di Portici) sono ai domiciliari. Le truffe accertate sono dieci, e sono state commesse a  Ostuni, Latiano, San Pancrazio Salentino, San Vito dei Normanni, Ceglie Messapica e Fasano. Almeno 14 le truffe tentate. 

I due in carcere sarebbero i capi: gli altri erano telefonisti o trasfertisti. Alcuni telefonavano, da Napoli, altri giravano tra i comuni. Erano questi ultimi a segnalare, dopo attenta osservazione, possibili prede e a comunicare i domicili ai telefonisti. Da Napoli partivano le telefonate e alle vittime gli uomini si identificavano - spiegano i carabinieri - come:

-  avvocato difensore di un prossimo congiunto della singola vittima trattenuta dai Carabinieri per aver cagionato un sinistro stradale, proponendo un versamento cauzionale di diverse migliaia di euro per evitarne l’arresto;

-  figlio/a ovvero nipote della stessa vittima, chiedendo di versare un importo per saldare in contrassegno un presunto corriere che avrebbe dovuto consegnare un plico presso l’abitazione del genitore/nonno;

Dopo aver atteso l'ok del telefonista entrava nuovamente in azione il trasfertista, che si presentava come assistente dell'avvocato o corriere, per ritirare il denaro. 

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