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Truffa degli affitti, così rubano soldi e identità

Boom di annunci fake sui social per case vacanze e immobili a uso transitorio. La polizia postale: "Dietro possono esserci anche dei veri gruppi criminali"

Sono alla ricerca di soldi facili, ma anche di dati per il furto di identità. Sono i professionisti della truffa degli affitti di case vacanze e appartamenti per uso transitorio. Il 28 ottobre scorso, Napolitoday ha pubblicato un servizio in cui svelava gli annunci fake presenti su una nota pagina Facebook di settore, frequentata soprattutto da studenti fuori sede. 

Abbiamo interpellato la Polizia postale per comprendere quanto sia grande il fenomeno. "E' in crescita - ci assicura Nazario Maisto, vice-questore aggiunto - soprattutto perché sempre più persone ricorrono a internet per cercare case in affitto, per le vacanze o per il resto dell'anno". Dietro agli annunci finti non ci sono truffatori improvvisati, ma vere e proprie organizzazioni: "Ci siamo spesso imbattuti in gruppi criminali, che lanciano migliaia di messaggi in piattaforme dove la moderazione è assente o blanda" afferma Maisto. 

Non cercano solo soldi facili, ma anche i nostri dati sensibili: "Spesso - prosegue il dirigente della Postale - quando si risponde a uno di questi messaggi la prima richiesta non è di soldi, ma di informazioni e documenti. Bisogna fare molta attenzione perché è probabile che in quei casi vogliano rubare la nostra identità per commettere atti criminali". 

Esiste, però, un vademecum per capire se siamo di fronte a un annuncio vero o falso: "La prima cosa che abbiamo notato nei nostri monitoraggi è che i messaggi fittizi sono scritti in un italiano grossolano, come se fossero partoriti da un traduttore automatico. La seconda cosa da fare è quella di guardare bene le fotografie e utilizzare i motori di ricerca per capire se quelle immagini sono state prese altrove o se sono state già segnalate. In terzo luogo, è possibile controllare gli indirizzi con Maps per verificare se effettivamente a quel civico corrisponde un'abitazione. In ogni caso, i pagamenti devono sempre essere tracciati e non dobbiamo mai inviare documenti personali. Con queste precauzioni anche le nostre indagini diventano più semplici".  

Cadere in una truffa non è così complicato: "Purtroppo - conclude il vice-questore Maisto - in molti casi ce ne si accorge quando è troppo tardi. Ci è capitato di accogliere una denuncia di una persona la quale aveva pagato per una casa vacanza e si è reso conto dell'imbroglio solo quando è giunto all'appuntamento senza trovare nessuno".  

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