Trivellazioni Agnano, proteste e polemiche sulla chiusura del pozzo

"Le operazioni di chiusura del pozzo – sostengono i comitati – devono essere fatte da enti pubblici"

Proseguono le polemiche sulle perforazioni in via Antiniana ad Agnano. Ci sono state tensioni al cantiere dove ieri comitati NoTriv e esponenti del M5S hanno manifestato per chiedere chiarezza su come verrà chiuso il pozzo.

"Le operazioni di chiusura del pozzo – sostengono i comitati – devono essere fatte da enti pubblici". Si schiera al loro fianco anche il consigliere dei Verdi Francesco Borrelli, che spiega: "Vogliamo saperne di più e non ci fermeremo sino a quando non sarà stata fatta chiarezza sulle concessioni e sulle modalità di intervento . Crediamo che sia necessario il supporto dei tecnici che a quanto ci risulta, sono stati estromessi da queste prime fasi di chiusura del pozzo. Non possiamo non essere preoccupati e crediamo che al più presto la procura debba fare luce su questa vicenda". La Procura di Napoli sta effettivamente indagando, ma si tratta di un'indagine conoscitiva sull'intero caso delle perforazioni.

Il progetto in questione di cui è capofila la società Graded, chiamato "Geogrid", annovera tra i suoi partner la Regione Campania, diverse università campane, nonché l'Ingv e il Cnr.

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Intanto il pozzo, aperto un mese fa, preoccupa i cittadini perché da allora sprigiona senza soluzione di continuità un geyser di vapori provenienti dal sottosuolo. A NapoliToday il vulcanologo Giuseppe Mastrolorenzo ha spiegato: "Chiudere il pozzo è un altro dei problemi. C'è un getto molto forte, il geyser raggiunge alcune decine di metri con dispersione di condensati e di gas. Bisognerà capire come ripristinare le condizioni iniziali, come chiudere il pozzo, che è una modificazione permanente e irreversibile del suolo. Una perforazione altera una sequenza geologica formatasi in migliaia di anni, in cui – se così possiamo dire – ogni cosa sta al suo posto, e richiuderlo nel modo sbagliato potrebbe far accumulare gas nel condotto e quindi generale anche eventuali esplosioni. Nell'area c'è una sovrapressione interna, il flusso è molto intenso altrimenti la colonna di fumo non arriverebbe a quella altezza".

Trivellazioni, intervista a Giuseppe Mastrolorenzo

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